Curiosità
Lingua dei segni nicaraguense: la lingua nata dal nulla nel 1980 in una scuola di Managua
L'unico caso documentato in cui i linguisti hanno visto una lingua emergere davanti ai loro occhi.

Per la maggior parte delle lingue del mondo, l'origine si perde nella preistoria. Per la Lengua de Señas Nicaragüense (LSN, in italiano "lingua dei segni nicaraguense") c'è una data certa: 1980. E una città: Managua. E un luogo preciso: due scuole pubbliche per ragazzi sordi, una in Villa Libertad e l'altra in San Judas. La LSN è l'unico caso documentato di lingua nata da zero davanti agli occhi dei linguisti, ed è considerata da molti la migliore prova empirica dell'esistenza di una "facoltà del linguaggio" innata nella specie umana, come postulato da Noam Chomsky. La voce dell'enciclopedia Wikipedia raccoglie un'ampia documentazione.
Nicaragua, fine degli anni '70: nessuna lingua dei segni
Prima della Rivoluzione Sandinista del 1979, in Nicaragua non esisteva una scuola pubblica per sordi. I bambini con sordità grave o profonda crescevano isolati nelle loro famiglie, comunicando con sistemi di gesti casalinghi inventati per uso domestico (i linguisti li chiamano homesign systems). Tra una famiglia e l'altra, niente lingua comune. Niente comunità.
Nel 1980 il nuovo governo aprì il Centro Nacional de Educación Especial a Managua, e poi una seconda scuola tecnica a San Judas. Per la prima volta nella storia del Paese, centinaia di bambini sordi furono riuniti in classi numerose. Il metodo d'insegnamento era basato sulla lettura labiale e sull'oralizzazione, e fu un fallimento didattico clamoroso: i bambini non riuscivano a impararla. Ma negli intervalli, nei cortili, sull'autobus, accadeva qualcos'altro.

La prima generazione: un pidgin gestuale
I primi studenti, riuniti, cominciarono a combinare i propri gesti casalinghi creando un sistema condiviso e rudimentale. I linguisti lo chiamano pidgin: una varietà semplificata, con vocabolario limitato e grammatica instabile, che permette di comunicare ma non di esprimere strutture complesse. Era già un grande passo, ma non era ancora una lingua piena.
La seconda generazione: nasce la grammatica
Nel 1983 cominciarono ad arrivare nelle stesse scuole nuovi bambini sotto i dieci anni. Loro non avevano gli homesign di partenza dei più grandi: imparavano direttamente il pidgin gestuale già in uso. E qui successe il salto. Senza nessuna istruzione formale, in pochi anni la seconda generazione regolarizzò il pidgin trasformandolo in una vera lingua dei segni con verbi flessi, accordi spaziali, marcatori grammaticali, classificatori e una sintassi coerente. La cosa stupefacente è che le novità grammaticali non erano presenti nell'input degli insegnanti, né nelle versioni più povere usate dai compagni più grandi: erano emerse spontaneamente nei più piccoli.
Judy Kegl e la scoperta
La linguista Judy Kegl dell'Università del Maine cominciò a documentare la lingua nel 1986, su invito del Ministero dell'Educazione nicaraguense. La sua tesi era forte: avere davanti agli occhi una lingua appena nata significava poter testare in laboratorio (ed empiricamente) le ipotesi di Chomsky sulla grammatica universale e sulla language acquisition device. Kegl pubblicò il primo studio fondamentale sulla LSN nel volume Language Creation and Language Change, MIT Press, nel 1999. Nature dedicò all'argomento un'analisi nel 2001 firmata da Ann Senghas, allieva di Kegl.
L'esperimento di Senghas: lo "slot" del moto
Senghas progettò un esperimento elegante: chiese a persone che parlavano LSN di descrivere un cartone animato in cui un gatto rotolava giù da una collina. Le tre generazioni di parlanti — quelli del 1980 (prima generazione), quelli del 1983 (seconda) e quelli del 1990 (terza) — fornivano risultati nettamente diversi:
- Prima generazione: "il gatto rotolava giù" usando un unico segno olistico per movimento+direzione
- Seconda: separa "rotola" da "verso il basso" in due segni distinti con marcatori grammaticali
- Terza: aggiunge un terzo livello di analisi (manner + path + direction) in slot sintattici fissi
In una generazione la lingua aveva sviluppato strutture analitiche più ricche. Il lavoro è stato pubblicato su Science nel 2004 e resta uno dei capisaldi della linguistica generativa contemporanea.

Quanti parlano oggi la LSN
Stime aggiornate al 2020 indicano una comunità di circa 3.000 parlanti nativi e altri 50.000 utenti non nativi (familiari, insegnanti, interpreti). La lingua è stata formalmente riconosciuta dallo Stato nicaraguense nel 2009 con il decreto presidenziale 681-2009, ed è oggi insegnata in oltre 25 scuole speciali del Paese. La sua codifica internazionale ISO 639-3 è ncs. Il database Ethnologue ne tiene aggiornati i dati demografici.
Cosa ha cambiato per la scienza del linguaggio
La nascita della LSN ha fornito argomenti importanti a entrambi i fronti del dibattito sull'origine del linguaggio:
- Per i nativisti (Chomsky, Pinker), la rapidità con cui i bambini hanno costruito grammatica complessa senza modello esterno conferma l'esistenza di una predisposizione biologica al linguaggio.
- Per i funzionalisti (Tomasello, Goldberg), il caso prova che la grammatica può emergere dall'uso comunicativo intenso in una comunità: non serve un "gene" pre-programmato, basta interazione costante.
In entrambi i casi, la LSN resta un esempio unico nella storia documentata della linguistica: l'occasione di osservare una lingua mentre nasce.
Una buona curiosità ogni mattina
Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.
Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.



