
Effetto Bouba/Kiki: perché un nome morbido sembra rotondo e uno duro appuntito
L'effetto Bouba/Kiki, descritto da Wolfgang Köhler nel 1929 e riportato in primo piano da Ramachandran nel 2001, è una scoperta cardine della psicolinguistica.
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Mente, comportamento, emozioni: capire noi stessi e gli altri.
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L'effetto Bouba/Kiki, descritto da Wolfgang Köhler nel 1929 e riportato in primo piano da Ramachandran nel 2001, è una scoperta cardine della psicolinguistica.

Lo studio del 1995 con 24 volontari mostrò che un quarto degli adulti accettava come vero un ricordo d'infanzia mai accaduto. Ha cambiato il modo di valutare le testimonianze.

L'effetto McGurk dimostra che ciò che 'sentiamo' è in realtà un compromesso fra ciò che l'orecchio raccoglie e ciò che gli occhi vedono. Anche conoscendo l'illusione, non scompare.

Nel 1954 Muzafer Sherif organizzò un campo scout a Robbers Cave (Oklahoma) con 22 ragazzini ignari di essere cavie. Li divise in due gruppi, scatenò un conflitto, e dimostrò che solo gli obiettivi sovraordinati lo risolvono.

Nel 1961 Albert Bandura mostrò a 72 bambini di Stanford un adulto che colpiva un pupazzo gonfiabile. Quando toccava ai piccoli, imitavano fedelmente la violenza. Nasceva la teoria dell'apprendimento sociale.

Robert Zajonc nel 1968 dimostrò che basta vedere ripetutamente un'immagine senza informazioni aggiuntive perché ci piaccia di più. È l'effetto mera esposizione: la base nascosta della pubblicità, della propaganda e degli algoritmi.

Nel 1948 Bertram Forer somministrò un finto test di personalità a 39 studenti, consegnando a ciascuno la stessa descrizione copiata da una rivista di oroscopi. La precisione media percepita fu di 4,26 su 5. Da allora l'effetto Forer (o Barnum) spiega perché funzionano oroscopi, cartomanti e test della personalità online.

Nell'agosto del 1961, in un seminterrato della Linsly-Chittenden Hall di Yale, Stanley Milgram dimostrò che il 65% degli adulti volontari era disposto a infliggere scosse fino a 450 volt a un estraneo, se a ordinarlo era uno scienziato in camice bianco. Il numero ha retto a tutte le repliche.

Nel 1927 la psicologa lituano-sovietica Bluma Zeigarnik dimostrò che i compiti interrotti vengono ricordati il doppio meglio di quelli completati. L'intuizione nacque osservando un cameriere al Café Wien di Berlino: 'a conto pagato, dimenticava tutto'.

Nel 2012 un team di Harvard, Yale e Duke ha dimostrato che siamo disposti a pagare il 63% in più per un oggetto che abbiamo montato noi stessi, anche se imperfetto. Lo chiamarono effetto IKEA — e ha conseguenze sul lavoro, sui consumi, sul senso di noi stessi.

Nel 1972 Walter Mischel mise davanti a bambini di 4-5 anni un marshmallow, promettendo che se avessero aspettato 15 minuti senza mangiarlo ne avrebbero ricevuti due. Anni dopo, scoprì che i "resistenti" avevano vite migliori. Oggi, però, la storia è più complicata.

Nel 1951 Solomon Asch ideò un esperimento semplice: tre linee, una giusta. Chiese a otto persone qual era la più lunga. Sette erano complici, una era il vero soggetto. Il 75% degli ingenui si conformò almeno una volta a una risposta sbagliata. Mostrarono come il gruppo schiaccia il giudizio individuale.