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Psicologia

Marshmallow test di Mischel: nel 1972 Stanford filmò bambini di 4 anni resistere a un dolce. E predisse il loro futuro

Lo studio che lega autocontrollo infantile e successo adulto. E che oggi una nuova replica del 2018 ridimensiona.

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Marshmallow colorati in mucchio, simili al dolce usato nell'esperimento di Walter Mischel a Stanford
Marshmallow colorati in mucchio, simili al dolce usato nell'esperimento di Walter Mischel a Stanford

È uno degli esperimenti più famosi della psicologia mai realizzati, ed è anche uno dei più semplici. Tra il 1968 e il 1974, il professore Walter Mischel della Stanford University reclutò circa 600 bambini tra i 3 e i 5 anni dalla scuola dell'infanzia Bing Nursery School dell'università. Li portava uno alla volta in una stanzetta, li faceva sedere davanti a un tavolo, e metteva davanti a loro un dolcetto — di solito un marshmallow, ma anche un biscotto Oreo o un pretzel, a scelta. Poi diceva: "Adesso esco e torno tra un quarto d'ora. Se mangerai il marshmallow, ne avrai uno. Se aspetti senza mangiarlo, quando torno te ne darò due". Usciva, e una telecamera nascosta filmava il bambino lasciato solo con la tentazione. Il Stanford Marshmallow Test era nato. Il paper originale di Mischel, Shoda ed Ebbesen del 1972 è disponibile online.

15 minuti di pura tortura

I filmati di quegli anni '70 sono comici e strazianti. Alcuni bambini annusano il marshmallow, lo accarezzano, lo morsicano dai bordi, lo nascondono dietro la mano, lo guardano fisso e poi lo divorano in tre secondi. Altri ci stanno per ore: cantano, si tappano gli occhi, girano la sedia, parlano a se stessi ("non lo mangio, non lo mangio"). Mischel chiamò le strategie di chi resisteva con un nome tecnico: distraction tactics. La capacità di non guardare, non pensare, non riempire l'attenzione con la tentazione. Una bambina, riportata negli appunti di Mischel, aveva fatto persino una piccola coreografia per ingannare il tempo.

Marshmallow colorati simili a quelli usati nel celebre esperimento di Walter Mischel a Stanford
Il "dolce della tentazione" del marshmallow test. La metà dei bambini cede. Foto: Pexels / Ester Sánchez Alfaro

Il follow-up che fece il giro del mondo

Negli anni '80 Mischel ebbe l'intuizione di rintracciare i suoi piccoli soggetti, ormai adolescenti. Trovò una correlazione che fece scalpore: i bambini che avevano resistito più a lungo all'età di 4-5 anni avevano ora:

  • SAT scores (test attitudinali per l'università americana) più alti in media di 210 punti rispetto ai "divoratori"
  • Minore incidenza di obesità
  • Migliori risultati scolastici
  • Minore consumo di sostanze
  • Migliori relazioni interpersonali secondo i questionari ai genitori

Il follow-up principale fu pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology nel 1988. La notizia rimbalzò dalle pagine accademiche ai libri di self-help, alla TED Talk di Joachim de Posada (visualizzata oltre 11 milioni di volte). Il messaggio sembrava chiaro: l'autocontrollo nell'infanzia predice il successo nell'adolescenza e nell'età adulta. Una rassegna divulgativa di alto livello è quella di Jonah Lehrer sul New Yorker del 2009.

Le risonanze del 2011

Nel 2011 il gruppo di B.J. Casey (Weill Cornell) ripeté l'esperimento di Mischel in fMRI su adulti che erano stati bambini ai tempi originali, ritrovando 60 di loro. Risultato pubblicato su PNAS: chi era stato un "alto resistente" da bambino mostrava ancora 40 anni dopo una maggiore attività nella corteccia prefrontale ventrale durante compiti di go/no-go (controllo inibitorio); chi era stato un "basso resistente" aveva invece più attività nel nucleus accumbens (sistema della ricompensa). L'autocontrollo, sembrava, fosse cablato dalla nascita.

2018: la replica che cambia tutto

Nel 2018, Tyler Watts (NYU) e collaboratori pubblicarono su Psychological Science una replica del marshmallow test con un campione molto più grande e più diversificato di quello originale di Stanford: 918 bambini, rappresentativi della popolazione USA per razza, etnia e classe sociale. Risultati:

  • Sì, c'è correlazione tra autocontrollo infantile e risultati scolastici futuri
  • Ma è circa metà di quella riportata da Mischel nel 1988
  • E soprattutto: scompare quasi del tutto una volta controllata per il reddito familiare, l'istruzione dei genitori e il livello socio-economico generale

La conclusione di Watts è che il "saper aspettare" del bambino non è tanto un tratto del carattere quanto un indicatore del contesto in cui vive. Un bambino di famiglia povera ha imparato che le promesse degli adulti non sempre si mantengono; meglio prendere ora ciò che si può prendere. Un bambino di famiglia agiata si fida del futuro perché finora il futuro lo ha protetto. Il marshmallow test misura, in pratica, la fiducia nell'ambiente — più che la "forza di volontà" individuale.

Bambino seduto pensoso, simile alla situazione del marshmallow test di Stanford
Un bambino davanti al dolce: il test misura forza di volontà o piuttosto la fiducia nel mondo che lo circonda? Foto: Pexels / Nguyễn Tiến Thịnh

L'esperimento dell'ambiente affidabile

Già nel 2012 Celeste Kidd dell'Università di Rochester aveva pubblicato su Cognition un esperimento molto raffinato. Prima del marshmallow test, divideva i bambini in due gruppi:

  • Gruppo A: la sperimentatrice prometteva ai bambini di portare loro pennarelli nuovi e dopo 10 minuti tornava davvero con i pennarelli (ambiente affidabile)
  • Gruppo B: la sperimentatrice prometteva i pennarelli ma dopo 10 minuti tornava a mani vuote dicendo "scusa, mi sono sbagliata" (ambiente inaffidabile)

Poi a entrambi i gruppi proponeva il marshmallow test. Il gruppo A aspettava in media 12 minuti; il gruppo B solo 3 minuti. L'effetto era enorme — quattro volte di differenza — e tutto era dovuto al singolo evento precedente. La "forza di volontà" non sembra una variabile fissa.

Conseguenze educative

Il marshmallow test rimane un classico, ma oggi è insegnato in modo molto più sfumato. Non più "insegnate ai bambini ad aspettare e avranno successo", ma piuttosto: "se vogliamo che i bambini imparino a posporre la gratificazione, dobbiamo costruire ambienti in cui aspettare valga davvero la pena". È un cambio di paradigma educativo significativo. Mischel stesso, prima della morte nel 2018, accettò le critiche e ammise che la sua opera era stata in parte fraintesa. Nel suo ultimo libro, The Marshmallow Test (2014), scriveva: "Quello che misuriamo è la capacità di una mente di vivere in un ambiente in cui i regali futuri sono credibili".

FAQ

Quanto resiste un bambino "medio"? Nelle versioni originali, l'80% dei bambini di 4 anni mangiava il marshmallow entro 3 minuti. Solo il 30% aspettava i 15 minuti completi.

Posso fare il test a casa? Sì, è uno degli esperimenti scientifici più facili da replicare. Funziona meglio dai 4 ai 5 anni di età. Ma ricorda: il risultato dice di più sull'ambiente del bambino che sulla sua personalità.

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