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Tu Youyou e l'artemisinina: dal Progetto 523 al Nobel del 2015, la farmacologa che ha salvato milioni di vite

Nel 1969 una farmacologa di 39 anni viene messa a capo di una missione segreta cinese: trovare un farmaco contro la malaria resistente alla clorochina, che sta decimando i soldati nordvietnamiti in Vietnam. La risposta è in un libro del IV secolo dopo Cristo

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Erbe e piante medicinali utilizzate nella medicina tradizionale cinese: tra di esse Artemisia annua, il qinghao, dalla quale Tu Youyou ha estratto l'artemisinina
Erbe e piante medicinali utilizzate nella medicina tradizionale cinese: tra di esse Artemisia annua, il qinghao, dalla quale Tu Youyou ha estratto l'artemisinina

Quando la farmacologa cinese Tu Youyou viene scelta nel 1969 a guidare il misterioso Progetto 523, ha 39 anni, nessun dottorato di ricerca e nessuna formazione all'estero. Si è laureata nel 1955 alla Beijing Medical College in farmacologia, ed è una delle prime donne dell'Istituto di Medicina Tradizionale Cinese. La sua missione è segreta: trovare una cura per la malaria resistente alla clorochina che sta uccidendo i soldati nordvietnamiti in Vietnam (e, in misura minore, gli stessi americani). Sei anni dopo, una piantina mangiata in Cina da quasi duemila anni le svelerà la chiave. Sarà il Nobel per la Medicina del 5 ottobre 2015.

Il Progetto 523: una piccola guerra mondiale contro la malaria

Il 23 maggio 1967 il presidente cinese Mao Zedong, su pressione di Ho Chi Minh, dà il via al Wǔ Èr Sān Xiàngmù, Progetto 523, dalla data del lancio. È un'operazione di ricerca militare top-secret che coinvolge più di 500 scienziati cinesi divisi in sei gruppi, dispiegati tra Pechino, Shanghai, Nanchino, Guangzhou e altre città. L'obiettivo: screenare migliaia di composti sintetici e naturali per trovare un nuovo antimalarico. Il Plasmodium falciparum, il parassita che provoca la malaria mortale, sta sviluppando resistenze alla clorochina in tutto il Sud-Est asiatico, e il pretesto della guerra del Vietnam dà alla Cina la spinta politica per investire risorse enormi.

I libri della dinastia Jin

Quando Tu Youyou prende il comando dell'unità di medicina tradizionale, la sua prima mossa è inusuale: va in biblioteca. Compulsa più di 2.000 ricette del repertorio classico della farmacopea cinese, raccoglie 380 estratti vegetali, ne testa più di 200 contro la malaria nei topi. Tra essi c'è il qinghao, l'Artemisia annua, una piccola erba mediterranea-asiatica. I primi test sono deludenti: il principio attivo, scaldato troppo, si degrada.

Ma in un Manuale d'emergenza del medico Ge Hong, datato al IV secolo d.C., Tu Youyou trova un passaggio decisivo. Per curare le febbri intermittenti — la malaria — la ricetta non parla di bollitura: prescrive di prendere foglie fresche, immergerle in acqua fredda, spremerle e bere il succo. La chimica è chiara: il principio attivo è termolabile. Ridisegna il protocollo usando etere a bassa temperatura. Il 4 ottobre 1971 arriva il risultato: l'estratto numero 191 (il 191° tentativo del nuovo metodo) elimina al 100% i plasmodi nei topi infetti.

Zanzara Anopheles che si nutre del sangue dell'ospite: è il vettore principale della malaria, malattia che ancora oggi causa centinaia di migliaia di morti all'anno
Anopheles, vettore della malaria: i farmaci a base di artemisinina hanno fatto crollare del 60% la mortalità nei Paesi più colpiti. Foto: Pragyan Bezbaruah / Pexels

Auto-test e prima sperimentazione

Per superare la diffidenza dei vertici militari sulla sicurezza, Tu Youyou ingerisce per prima il composto, insieme a due ricercatrici del suo gruppo. Tutte e tre stanno bene. Nel 1972 si tiene la prima sperimentazione clinica su 21 pazienti malarici dello Hainan: tutti guariscono. Tu sintetizza il dihydroartemisinina, derivato semisintetico più stabile. Il composto puro viene isolato in forma cristallina nel 1973. Solo nel 1979, però, la Repubblica Popolare Cinese rende pubblica la scoperta in un articolo del Chinese Medical Journal; e solo a metà anni Ottanta l'Organizzazione Mondiale della Sanità ne riconosce l'efficacia e ne raccomanda l'uso. La storia ufficiale dell'episodio è raccolta nella scheda sul Progetto 523 e nelle biografie ufficiali del Comitato Nobel.

Le ACT salvano vite

Oggi le Artemisinin-based Combination Therapies (ACT) — l'artemisinina combinata con un secondo antimalarico per ridurre la resistenza — sono la first line raccomandata dall'OMS per la malaria da Plasmodium falciparum. Secondo i dati dell'OMS pubblicati nel World Malaria Report 2024, le morti per malaria sono crollate da circa 900.000 nel 2000 a 600.000 nel 2023; la diffusione delle ACT è stata un fattore decisivo nel salvare oltre 7 milioni di vite. Tu Youyou stessa, in un'intervista raccolta in una scheda biografica della Encyclopaedia Britannica, ha dichiarato: "L'artemisinina è un regalo della medicina cinese al mondo intero".

Il Nobel di una outsider

Quando il 5 ottobre 2015 l'Assemblea Nobel del Karolinska Institutet annuncia il Premio per la Medicina, la motivazione è doppia: metà a Tu Youyou per l'artemisinina, l'altra metà a William C. Campbell e Satoshi Ōmura per l'avermectina contro le filariasi. Tu Youyou diventa la prima cittadina cinese mai premiata in una disciplina scientifica del Nobel e una delle pochissime laureate che non ha né dottorato di ricerca, né alta affiliazione internazionale. Nel suo discorso di accettazione a Stoccolma ringrazia il vecchio manoscritto di Ge Hong: "Ha cambiato il modo in cui ho impostato la chimica del problema. La sapienza degli antichi non era folklore. Era un dataset".

Una lezione di metodo

La storia di Tu Youyou è anche una straordinaria lezione di metodo scientifico. La medicina tradizionale è spesso un campo minato di superstizioni; ma può anche essere, come in questo caso, un'enorme banca dati di prove empiriche accumulate per millenni. Il merito di Tu è di averla trattata con la stessa attenzione critica con cui un chimico farmaceutico tratterebbe una libreria combinatoria moderna: non rifiutando, non assolvendo, ma misurando. Quattro miliardi di persone vivono ancora in zone a rischio malaria (scheda OMS sulla malaria): il composto trovato da una piccola squadra cinese in pieno regime maoista continua, ogni giorno, a salvarne molte di loro.

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