Storie
Alice Ball: la chimica afroamericana che a 23 anni trovò la prima cura efficace contro la lebbra
Era la prima donna e la prima persona afroamericana laureata in chimica all'Università delle Hawaii. Morì a 24 anni nel 1916, e per anni il suo metodo fu rubato e ribattezzato "Dean Method".

Per oltre duemila anni la lebbra è stata una condanna sociale prima ancora che una malattia. Nel 1915 i lebbrosari sparsi dal Mediterraneo al Pacifico ospitavano centinaia di migliaia di persone, isolate dalle proprie famiglie. L'unico trattamento conosciuto era l'olio di un albero asiatico — il chaulmoogra (Hydnocarpus wightianus) — che provocava più sofferenza che sollievo: somministrato per via orale dava vomito incontrollabile, applicato sulla pelle bruciava, iniettato sottocute formava ascessi pieni di olio.
Quell'anno, una giovane chimica afroamericana di Seattle, trasferita a Honolulu per insegnare al College delle Hawaii, trovò la soluzione che la medicina cercava da secoli. Aveva 23 anni. Si chiamava Alice Augusta Ball.
L'ingegno di una ragazza prodigio
Alice Ball nacque il 24 luglio 1892 a Seattle, in una famiglia afroamericana della borghesia colta: padre giornalista e avvocato, madre fotografa. Si laureò due volte: prima in chimica farmaceutica (1912) e poi in scienze farmaceutiche (1914) alla University of Washington. Nel 1915 conseguì un master in chimica al College delle Hawaii, diventando — secondo l'Università di Wikipedia — la prima donna e la prima afroamericana a ottenere quel titolo nell'istituzione, oggi University of Hawai'i at Mānoa.
Subito dopo fu nominata istruttrice di chimica: la prima donna e prima afroamericana a ricoprire un ruolo accademico nel dipartimento.
Una sfida vecchia di secoli
Il dottor Harry T. Hollmann, medico della Leprosy Investigation Station di Kalihi a Honolulu, aveva un problema. L'olio di chaulmoogra era l'unico antibatterico noto contro il Mycobacterium leprae, il batterio della malattia di Hansen identificato da Armauer Hansen nel 1873. Ma era praticamente inutilizzabile: tutti i pazienti lo rifiutavano dopo poche settimane.
Hollmann chiese aiuto alla giovane chimica, che accettò la sfida estiva del 1915. Ball doveva trovare un modo di renderlo idrosolubile per poterlo iniettare in soluzione acquosa, evitando ascessi.

Il "Ball Method"
In meno di un anno Ball mise a punto un procedimento elegante in tre passaggi. Saponificò l'olio di chaulmoogra con metossido di sodio per ottenere gli acidi grassi liberi; li convertì poi in esteri etilici per esterificazione, e infine purificò il prodotto. Gli esteri etilici degli acidi chaulmoogrico e idnocarpico erano idrosolubili, iniettabili e tollerati. Una rivoluzione clinica.
Il primo paziente trattato sperimentò un netto miglioramento delle lesioni. Nei mesi successivi, secondo i registri della Smithsonian Magazine, decine di persone uscirono dai lebbrosari di Kalihi e tornarono alle proprie famiglie. Il metodo rimase il trattamento di riferimento contro la lebbra fino agli anni Quaranta, quando arrivarono i sulfoni e poi la rifampicina.
La morte a 24 anni
Nel 1916 Alice Ball si ammalò improvvisamente. Le testimonianze contemporanee suggeriscono che fosse stata accidentalmente esposta al cloro durante una dimostrazione in classe agli studenti. Le sue condizioni peggiorarono rapidamente. Tornò a Seattle per essere curata e morì il 31 dicembre 1916, a 24 anni. Il certificato di morte ufficiale riportò "avvelenamento da cloro", ma documenti successivi alterarono la causa.
Il furto: il "Dean Method"
Dopo la morte di Ball, il presidente del College delle Hawaii, Arthur L. Dean, chimico con dottorato a Yale, riprese il procedimento, lo perfezionò industrialmente, lo pubblicò senza citarla e lo ribattezzò «Dean Method». Per anni questo fu il nome ufficiale nei testi di farmacologia e nei rapporti delle leprosarie.
L'unico a difendere la memoria di Ball fu il suo committente. Nel 1922 Harry Hollmann pubblicò un articolo sulla rivista Archives of Dermatology and Syphilology in cui usava ostinatamente l'espressione "Ball method" — citando il «lavoro originale, pubblicato e non pubblicato» della chimica. È grazie a quell'articolo che, decenni dopo, gli storici hanno potuto ricostruire la verità.
Il riconoscimento, novant'anni dopo
La storia di Alice Ball è stata recuperata dal lavoro pionieristico di Kathryn Takara e Stanley Ali, ricercatori dell'Università delle Hawaii, negli anni Novanta. Nel 2000 l'università ha apposto una targa commemorativa accanto all'unico albero di chaulmoogra rimasto sul campus, piantato negli anni della sua ricerca. Nello stesso anno è stato istituito l'Alice Augusta Ball Endowed Scholarship per studentesse di chimica afroamericane.
Il 29 febbraio 2000 il governatore delle Hawaii Benjamin Cayetano ha proclamato il "29 febbraio Alice Ball Day". Nel 2007 l'Università delle Hawaii ha conferito a Ball, postuma, la medaglia di distinzione, il più alto riconoscimento dell'ateneo. Nel 2017 il rapper afroamericano Hannibal Buress l'ha inserita in uno sketch televisivo virale. Nel 2020 una biografia per bambini, The Doctor with an Eye for Eyes, ha raccontato la sua storia ai più piccoli.

La lebbra oggi
Dopo l'introduzione dei sulfoni (1941) e del trattamento combinato con rifampicina, dapsone e clofazimina (1980), la lebbra è diventata curabile. Secondo dati dell'OMS, nel 2024 sono stati registrati circa 200.000 nuovi casi nel mondo, soprattutto in India, Brasile e Indonesia. Sei mesi a un anno di terapia combinata bastano per la guarigione completa.
Eppure il Mycobacterium leprae aveva resistito a tutto fino al 1915, quando una ragazza di 23 anni, in un'isola del Pacifico, sciolse un olio recalcitrante e lo rese curativo.
Domande frequenti
Esiste oggi un riconoscimento ufficiale negli USA?
Sì. Il National Black History Month dedica regolarmente articoli alla sua storia. Nel 2025 il Congressional Black Caucus ha proposto un francobollo commemorativo.
L'olio di chaulmoogra si usa ancora?
No, è stato completamente sostituito dai farmaci moderni. Resta un capitolo classico della farmacognosia (chimica dei principi attivi vegetali).
Chi continua la ricerca sulla lebbra?
Diversi centri tra cui il programma OMS e la Fondazione Damien lavorano per ridurre la trasmissione e prevenire la disabilità permanente.
Alice Ball ha vissuto 24 anni. In uno di quegli anni ha curato una malattia che resisteva a duemila. Il riconoscimento è arrivato tardi, ma è arrivato.
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