Storie
Jeanne Baret: la prima donna a fare il giro del mondo, travestita da marinaio nel 1766
Domestica, autodidatta, esperta di piante: si imbarcò sull'Étoile fasciandosi il petto e fingendosi 'Jean'. Raccolse 6.000 esemplari botanici, scoprì la pianta che venne chiamata Bougainvillea e fu smascherata a Tahiti — o, secondo altre fonti, su una spiaggia della Nuova Irlanda

La spedizione di Louis-Antoine de Bougainville partì da Rochefort, sulle coste atlantiche francesi, alla fine di dicembre 1766. Era la prima circumnavigazione organizzata dalla Francia, ed era composta da due navi, La Boudeuse e l'Étoile. Sulla seconda saliva, come valet de chambre del naturalista Philibert Commerson, una persona che il registro di bordo chiamava Jean Baret: bassa, magra, robusta, con le fasciature al petto e i pantaloni stretti in vita con una cintura larga. Jean non esisteva. Si chiamava Jeanne. Quattro anni più tardi, quando l'Étoile riatraccò sulle coste francesi, una donna avrebbe compiuto per la prima volta il giro del mondo. Ma non si trovava più a bordo.
Una donna che conosceva le piante
Jeanne Baret nasce il 27 luglio 1740 a La Comelle, un piccolo villaggio della Borgogna, in una famiglia di contadini braccianti. È poverissima, ma — incredibile per l'epoca — sa leggere e scrivere. Da ragazza si specializza in quello che la cultura popolare chiamava herbe-femme: conoscenza pratica delle piante medicinali e alimentari della campagna. È questa competenza che la avvicina, intorno al 1764, a Philibert Commerson, vedovo, medico, naturalista bordigino di buona famiglia che lavora per Linneo. Diventano amanti. Quando il governo francese affida a Commerson un posto da botanico ufficiale nella spedizione Bougainville, Jeanne lo segue. Un'Ordonnance Royale del 1689 vietava la presenza di donne sulle navi della Marina Reale: lei e Commerson decisero un travestimento.
L'imbarco sull'Étoile
Salgono a Rochefort. Le condizioni a bordo, secondo i documenti riprodotti nel libro di Glynis Ridley The Discovery of Jeanne Baret e nelle ricostruzioni del National Maritime Museum di Greenwich, sono durissime: una sola cabina in due, biancheria scarsa, niente intimità. Jeanne riesce a mantenere il segreto per quasi due anni, gestendo da sola — con bende a strisce — la sua identità di sesso. Lavora come valet: scrive note di campo per Commerson (spesso malato di gotta), prepara campioni, asciuga e cataloga le piante. Quando l'Étoile tocca Rio de Janeiro nel giugno 1767, è probabilmente lei a raccogliere per prima l'esemplare di una rampicante vistosa che il duo decide di dedicare al comandante della spedizione: Bougainvillea.

Il momento della scoperta
Le versioni divergono su quando il segreto venne svelato. Bougainville, nel suo Voyage autour du monde pubblicato nel 1771, racconta che a Tahiti, nell'aprile 1768, gli indigeni avrebbero immediatamente riconosciuto Jeanne come donna circondandola. Altre fonti, sintetizzate da Britannica, posticipano l'episodio a una spiaggia di Nuova Irlanda (oggi Papua Nuova Guinea), e descrivono un evento più crudele: marinai dello stesso equipaggio l'aggredirono dopo aver capito il suo sesso. È probabile che le verità siano sovrapposte: il sospetto montava da mesi, e l'isolamento delle terre del Pacifico rese l'esposizione inevitabile. Bougainville prese la sua decisione: nel novembre 1768 fece sbarcare Jeanne e Commerson all'Île de France, oggi Mauritius, allora colonia francese.
Cinque anni a Mauritius
Jeanne e Commerson restarono cinque anni nell'arcipelago dell'Oceano Indiano, continuando a esplorare Madagascar e Bourbon (Réunion). Commerson morì nel 1773 senza essere mai tornato in Francia. Jeanne, vedova de facto, sposò nel 1774 un soldato francese di stanza all'isola, Jean Dubernat, e con lui rientrò in Francia tra il 1774 e il 1775. Solo allora si chiuse il cerchio: era la prima donna ad avere fatto il giro del mondo. Si era allontanata da Rochefort travestita da uomo e vi rifece ritorno come sposa di un militare. Aveva, oltre alla propria storia, le note botaniche di Commerson e un grande baule di esemplari erborizzati: oltre 6.000 piante raccolte in tre continenti.
Il riconoscimento del re
Tornata a casa, Jeanne portò all'Académie des Sciences di Parigi gli erbari di Commerson, fondamentali per la Flora dell'Oceano Indiano di Pierre Sonnerat. Nel 1785 il Ministero della Marina le riconobbe ufficialmente — sotto la firma di Charles-Eugène de Lorraine — un'indennità annua di 200 lire come ringraziamento per la fedeltà a Commerson e per il contributo scientifico alla spedizione di Bougainville. Era la rara, formale ammissione che una donna, contro la legge, aveva navigato per il re. Jeanne morì il 5 agosto 1807 nel piccolo villaggio dordognese di Saint-Aulaye-Puymangou, a 67 anni, dopo una vita di lavori agricoli con il marito.
Una storia riscoperta nel XXI secolo
Per quasi due secoli, Jeanne Baret è rimasta una nota a margine. Solo a partire dagli anni Settanta del Novecento — quando la storia naturale ha cominciato a interessarsi alle donne di scienza dimenticate — il suo nome è tornato a circolare. La biografia di Glynis Ridley nel 2010 ha permesso al pubblico anglofono di scoprirla; in Francia la maison di Auxois le ha dedicato un piccolo museo. Un saggio recente su The Conversation ne ha ridiscusso le fonti, mentre NPR le ha dedicato uno speciale. Nel 2012 il botanico Eric Tepe ha dedicato a lei una nuova specie di solanacea andina: Solanum baretiae. Quasi 250 anni dopo l'imbarco di Rochefort, una contadina borgognona che si fingeva uomo ha ricevuto il suo doppio cognome scientifico.
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