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Hypatia di Alessandria: la matematica neoplatonica linciata da una folla nel marzo del 415

Figlia di Teone, ultimo direttore del Museo di Alessandria, scrisse commentari ad Aristotele, Diofanto, Apollonio e Tolomeo. Diventò consigliera del prefetto romano Oreste e morì lapidata nel marzo 415 in un episodio che segna la fine dell'Alessandria pagana

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Colonnato in pietra di un edificio antico: nell'Alessandria del IV secolo Hypatia teneva pubbliche lezioni di filosofia neoplatonica e matematica nei luoghi pubblici della città
Colonnato in pietra di un edificio antico: nell'Alessandria del IV secolo Hypatia teneva pubbliche lezioni di filosofia neoplatonica e matematica nei luoghi pubblici della città

Alessandria d'Egitto, marzo dell'anno 415 dopo Cristo. Una donna sui sessant'anni — filosofa, matematica, astronoma, consigliera del prefetto romano Oreste — torna a casa in lettiga attraversando le strade vicine al Cesareo. Una folla guidata da un lettore di nome Pietro la intercetta, la trascina nella chiesa, la spoglia e la uccide con tegole strappate dai tetti. Il suo corpo viene bruciato. Si chiama Hypatia. Era una delle teste più colte del Mediterraneo tardo-antico, e con la sua morte si chiude un'epoca della cultura alessandrina.

Figlia di Teone

Hypatia nacque intorno al 355 d.C. ad Alessandria. Suo padre era Teone, l'ultimo direttore documentato del Museo, l'antico istituto di ricerca della città. Teone le impartì un'educazione che, per gli standard del tempo, era straordinaria: matematica, astronomia, retorica, filosofia. Le scuole alessandrine del IV secolo, eredi della grande tradizione che era passata per Euclide, Archimede, Eratostene, Apollonio, Pappo, si erano cristallizzate intorno al pensiero neoplatonico. Hypatia, secondo testimonianze convergenti, divenne presto più brillante del padre: Damascio, nel suo Vita di Isidoro, ne loda l'etica, la capacità dialettica e la autorevolezza pubblica. La biografia di Britannica riassume le fonti antiche disponibili.

I libri perduti, i commentari sopravvissuti

Della produzione scientifica di Hypatia ci è arrivato pochissimo, ma le tracce sono significative. Scrisse un commentario all'Arithmetica di Diofanto, l'opera che gettò le basi dell'algebra moderna, ed è probabile che parti del testo del commentario sopravvivano interpolate nei manoscritti diofantei medievali. Scrisse un commentario all'Apollonio di Perga sulle coniche, oggi perduto. Soprattutto, contribuì all'edizione tecnica del Almagesto di Tolomeo: l'opera del padre Teone riguarda il libro III, ma diversi studiosi moderni — ad esempio Alan Cameron — attribuiscono a lei l'aggiornamento dei nove libri sopravvissuti, con tabelle di calcolo astronomico migliorate. Il sito del MacTutor History of Mathematics sintetizza queste attribuzioni con prudenza.

Mappa antica di navigazione e strumenti astronomici: Hypatia perfezionò la teoria dell'astrolabio insieme al suo allievo Sinesio di Cirene
Mappa stellare e strumenti astronomici: Hypatia perfezionò la teoria dell'astrolabio insieme al suo allievo Sinesio di Cirene. Foto: Ylanite Koppens / Pexels

Una scuola aperta e l'astrolabio di Sinesio

A differenza dei filosofi più riservati del tempo, Hypatia insegnava in pubblico. Damascio riferisce che si presentava in piazza in tribon, il mantello del filosofo, e spiegava Platone e Aristotele ai cittadini di passaggio. I suoi allievi più noti furono Sinesio di Cirene — più tardi vescovo cristiano — e Erculiano. Le lettere di Sinesio, sopravvissute, sono la fonte più ricca su Hypatia come scienziata e ingegnere strumentale: gli chiede consiglio sulla costruzione di un astrolabio d'argento da donare a un alto funzionario e descrive un idroscopio (un densimetro ad immersione) progettato sotto la sua direzione. È un raro caso documentato di donna inventrice di strumenti scientifici nell'antichità.

La trappola politica

L'episodio finale ha radici politiche. Negli anni Dieci del V secolo Alessandria era percorsa da tensioni violentissime tra il patriarca cristiano Cirillo — futuro santo della Chiesa — e il prefetto romano Oreste, un cristiano moderato che vedeva in Cirillo un usurpatore di potere civile. Hypatia, pagana, neoplatonica, consigliera ascoltata di Oreste, divenne il bersaglio simbolico ideale. Lo storico ecclesiastico Socrate Scolastico, contemporaneo, racconta in Storia Ecclesiastica VII, 15 che voci insistite l'accusavano di impedire la riconciliazione fra le due autorità. Nel marzo del 415 una folla di parabolani, monaci legati al patriarca, la uccise nella maniera che abbiamo visto. Cirillo non fu mai accusato direttamente, ma gli storici antichi e moderni — tra cui il Smithsonian Magazine in una sintesi divulgativa — ne riconoscono la responsabilità politica.

La memoria, dal Medioevo a oggi

Per quasi millecinquecento anni Hypatia è sopravvissuta come simbolo: dei riformatori protestanti del Cinquecento, degli illuministi (Voltaire la usò come icona dell'oscurantismo religioso), del femminismo del Novecento. Solo a fine Novecento la sua figura è stata recuperata dalla storia della matematica come scienziata di rango — non come 'martire della scienza', ma come autorità docente in un'epoca di passaggio. La grande monografia di Maria Dzielska, Hypatia of Alexandria (Harvard University Press, 1995), ha messo in fila le fonti antiche e ridimensionato i miti tardo-vittoriani. Il film Agora di Alejandro Amenábar (2009) l'ha riportata in primo piano nell'immaginario di massa, con qualche libertà narrativa.

Cosa ci dice oggi

La storia di Hypatia non è solo, e non principalmente, una storia di violenza religiosa. È una storia di trasmissione del sapere in un momento di crisi: matematica, filosofia, astronomia. La sua morte coincide con l'inizio del lento declino della grande scuola alessandrina. Pochi decenni dopo, le opere che lei conservava e annotava prenderanno la via di Costantinopoli, di Bagdad, di Cordova; alcune torneranno in Italia con il Rinascimento. Senza la generazione di Hypatia, una parte di Euclide e Tolomeo che leggiamo oggi non esisterebbe. La scheda della World History Encyclopedia sintetizza bene il significato di una figura che resta, per la cultura europea, una delle più affascinanti del tardo antico.

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