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Lago Natron: il lago rosso della Tanzania con pH 10,5 che ricopre gli animali di carbonato di sodio

Le acque caustiche al confine fra Tanzania e Kenya raggiungono i 60°C e un'alcalinità prossima a quella dell'ammoniaca, eppure ospitano milioni di fenicotteri minori. Le fotografie di Nick Brandt del 2013 hanno resi celebri gli "animali di pietra".

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Fenicotteri minori in volo sopra un lago alcalino del Rift est-africano
Fenicotteri minori in volo sopra un lago alcalino del Rift est-africano

Al confine fra Tanzania e Kenya, ai piedi del vulcano Ol Doinyo Lengai, c'è un lago che sembra una pozza di sangue vista dall'aereo e che ha la reputazione, non del tutto immeritata, di trasformare gli animali in statue. Si chiama Natron, è lungo 57 chilometri e profondo poche decine di centimetri: una piscina rossa dove ogni metro cubo d'acqua è una soluzione concentrata di soda. Eppure proprio qui, in uno degli ambienti più ostili della Terra, si riproduce circa il 75% dei fenicotteri minori del pianeta.

Acqua caustica come ammoniaca diluita

Il lago Natron è classificato come lago di soda (soda lake): la sua chimica è dominata dal natron, una miscela di carbonato di sodio decaidrato e bicarbonato di sodio, da cui prende il nome. Misure ripetute dal Ramsar Convention Bureau, che lo ha inserito nella lista delle zone umide di importanza internazionale dal 2001, danno un pH compreso tra 9 e 10,5, valori prossimi a quelli di un detergente per forno o dell'ammoniaca diluita. La temperatura dell'acqua, alimentata da sorgenti calde alcaline e da un'evaporazione intensa, oscilla tra 30 e 60°C. La concentrazione salina arriva al 30%, dieci volte quella del mare aperto.

Il colore rosso vermiglio che rende il lago così fotogenico dipende dai pigmenti carotenoidi prodotti da alcune specie di alghe alotermofile, in particolare il genere Spirulina, e dai batteri rosa Ectothiorhodospira che riescono a vivere in queste condizioni estreme grazie a membrane cellulari capaci di pompare attivamente fuori il sodio in eccesso.

Piana salina alcalina con croste bianche di carbonato
Le croste biancastre attorno ai laghi alcalini sono fatte di carbonato di sodio: lo stesso composto che ricopre gli animali caduti nell'acqua. Foto: Tomas Wells / Pexels.

I fotogrammi di Nick Brandt: quando un uccello diventa una statua

La fama mondiale del lago Natron è cominciata nel 2013, quando il fotografo britannico Nick Brandt ha pubblicato la serie Across the Ravaged Land: ritratti di uccelli e pipistrelli ricoperti di una crosta biancastra e pietrificati in pose talmente naturali da sembrare imbalsamati. Brandt aveva trovato le carcasse spiaggiate sulle sponde del Natron, le aveva rimosse, riposizionate su rami e rocce, e fotografate in bianco e nero con una drammaticità che ha fatto il giro del mondo.

L'attribuzione di un potere "pietrificante" al lago è, va detto, leggermente esagerata. Un fact-check di Africa Check e l'analisi del Smithsonian hanno chiarito che gli animali non vengono uccisi dalle acque, ma piuttosto conservati dopo la morte: il carbonato di sodio si deposita sulle loro carcasse strato dopo strato, formando una pellicola dura simile a stucco che ricalca i dettagli del corpo. È un processo di tafonomia chimica, parente lontano della mummificazione naturale delle paludi di torba europee.

La causa di morte, secondo lo stesso Brandt e i biologi consultati, è di solito un impatto: la superficie del lago, riflettente come uno specchio scuro, può ingannare gli uccelli migratori che la attraversano in volo. Una volta caduti nell'acqua, la combinazione di alcalinità, sale e calore fa il resto in poche ore.

Stormi di fenicotteri minori in un lago di soda africano
Il lago Natron è la principale colonia riproduttiva al mondo per il fenicottero minore: ogni due o tre anni le isole di soda effimere ospitano fino a 2,5 milioni di uccelli. Foto: Derek Keats / Pexels.

Una pesce, milioni di fenicotteri

In acque dove l'osmosi distruggerebbe in pochi minuti qualunque pesce d'acqua dolce, sopravvive un unico vertebrato: la Alcolapia alcalica, un piccolo ciclide che si rifugia presso le sorgenti più fredde e meno saline ai bordi del lago. I suoi adattamenti — branchie capaci di espellere ammoniaca, reni iperfiltranti, comportamento gregario — sono stati studiati da un team della Royal Society pubblicato nel 2017 come modello di evolutionary stress physiology: come si costruisce un genoma per vivere in un universo che dovrebbe ucciderti.

Il vero spettacolo, però, sono i fenicotteri minori (Phoeniconaias minor). Ogni due-tre anni, quando l'evaporazione fa emergere isolette di soda nel cuore del lago, milioni di esemplari arrivano da tutta l'Africa orientale per nidificare proprio lì: nessun predatore terrestre è in grado di attraversare l'acqua caustica per raggiungere le uova. Il National Geographic stima che dalle isole effimere del Natron escano circa due milioni di pulcini ogni stagione fortunata: senza questo lago apparentemente letale, la specie sarebbe a rischio.

Una vetrina sull'astrobiologia

Per gli astrobiologi della NASA Astrobiology Institute, i laghi di soda africani sono laboratori en plein air per immaginare quali forme di vita potrebbero esistere su Encelado o su Europa, le lune di Saturno e Giove con oceani sotterranei e chimica alcalina. La Spirulina del Natron, in particolare, dimostra che la fotosintesi può funzionare anche in soluzioni saline iperalcaline: un dato che sposta più in là, e di parecchio, il margine di abitabilità di un pianeta.

Il lago Natron è insomma una specie di paradosso ambulante: un luogo che sembra fatto per uccidere, e invece nutre uno degli spettacoli ornitologici più imponenti del pianeta. La prossima volta che vedrete una foto di quel rosso bruciato, ricordatevi che sotto sta nidificando un quarto di una specie intera.

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