Corpo Umano
Microbioma cutaneo: i mille miliardi di microbi che proteggono la nostra pelle
Una foresta invisibile di batteri, funghi e virus vive sulla nostra cute e collabora con il sistema immunitario

La pelle non è una superficie sterile, anche dopo la doccia più meticolosa. La sua texture, i pori, le pieghe e le sporgenze ospitano una comunità invisibile e numerosissima: il microbioma cutaneo, fatto di almeno mille miliardi di microrganismi, tra batteri, funghi, virus e perfino piccoli acari. Per ogni centimetro quadrato di cute possiamo trovare un milione di abitanti microscopici. La buona notizia è che, nella stragrande maggioranza dei casi, non solo non sono nemici: sono fondamentali per la nostra salute.
Una foresta a chilometro zero
Il termine microbioma indica l'intero corredo genetico di una comunità microbica. Quello cutaneo è il secondo per ricchezza dopo quello intestinale e cambia da centimetro a centimetro. Le ascelle sono umide e calde, perfette per i Corinebatteri; la fronte è grassa e ricca di sebo, ideale per Cutibacterium acnes; gli avambracci sono secchi e ospitano popolazioni più rade ma più diversificate. Studi del National Institutes of Health hanno mappato il microbioma di 14 distretti corporei diversi e hanno mostrato che ogni distretto ha la sua "foresta" caratteristica.
I tre phyla dominanti sono Actinobacteria, Firmicutes e Proteobacteria. Tra i generi più rappresentati ci sono Staphylococcus, Corynebacterium e Propionibacterium. I funghi sono soprattutto del genere Malassezia; gli acari del genere Demodex popolano i follicoli piliferi del viso quasi di ogni adulto.
Cosa fa per noi questa comunità invisibile
Ricerche su Cell e Nature degli ultimi quindici anni hanno chiarito che i microbi cutanei svolgono almeno tre funzioni essenziali:
- Barriera competitiva: occupando lo spazio e consumando i nutrienti, impediscono ai patogeni di insediarsi. Staphylococcus epidermidis produce molecole antimicrobiche che bloccano la colonizzazione da parte del temibile Staphylococcus aureus.
- Educazione del sistema immunitario: il microbioma istruisce le cellule di Langerhans e i linfociti T residenti a distinguere tra amici e nemici. Senza questo training, il sistema immunitario tende a reagire in modo eccessivo o, viceversa, troppo blando.
- Sintesi di sostanze utili: molti microbi producono lipidi e acidi grassi a catena corta che mantengono il pH cutaneo intorno a 5,5 e nutrono le cellule dell'epidermide.

Disbiosi: quando l'equilibrio si rompe
Quando alcune specie crescono troppo a discapito di altre, parliamo di disbiosi cutanea. È una condizione associata a diverse patologie dermatologiche:
- Acne: legata a un'iperproliferazione di ceppi pro-infiammatori di Cutibacterium acnes, non al batterio in sé.
- Dermatite atopica: presenta una drastica riduzione della diversità microbica e una colonizzazione massiccia di S. aureus.
- Rosacea: associata a una sovrabbondanza di Demodex folliculorum.
- Psoriasi: cambiamenti nella proporzione di Streptococchi e Firmicutes.
Un grande studio pubblicato su Nature nel 2022 ha identificato circa 800 specie nuove, tra batteri e funghi mai descritti prima, soprattutto nelle pieghe della cute e nei talloni. Significa che conosciamo ancora una piccola parte del nostro microbioma.
Come prendersene cura senza maltrattarlo
Il microbioma cutaneo è resiliente ma non indistruttibile. Detergenti molto aggressivi, eccessi di antibatterici, alcol o profumi disturbano l'equilibrio. Alcune semplici regole:
- Lavarsi con detergenti a pH leggermente acido, vicino a 5,5.
- Evitare di sterilizzare la pelle ogni giorno con prodotti antibatterici al di fuori delle indicazioni mediche.
- Idratare con creme prive di solventi forti: il film lipidico è la dispensa dei nostri microbi amici.
- Limitare la doccia bollente prolungata, che secca la cute e impoverisce la flora.
Negli ultimi anni le aziende cosmetiche stanno sviluppando formulazioni prebiotiche, probiotiche e postbiotiche pensate per nutrire o ricreare specifiche popolazioni microbiche. La ricerca clinica è ancora in corso ma i risultati su acne e dermatite atopica iniziano a essere promettenti.
Domande frequenti
Mi rifaccio il microbioma dopo la doccia?
Sì. Anche dopo una doccia accurata la maggior parte dei microbi residenti si ricostituisce nel giro di poche ore, perché vivono nei follicoli e nelle ghiandole sebacee, riparate dall'azione dell'acqua e del sapone.
Si può misurare il microbioma della pelle?
Sì. Alcuni laboratori commerciali offrono già un sequenziamento del DNA microbico da un tampone cutaneo. I risultati clinici, però, hanno ancora un valore limitato perché il microbioma sano è molto variabile.
I bambini hanno un microbioma diverso?
Sì. Alla nascita il microbioma cutaneo viene "seminato" dal canale del parto o, nei tagli cesarei, dall'ambiente esterno e dalla pelle materna. Si stabilizza intorno ai 3 anni e cambia di nuovo alla pubertà con l'arrivo del sebo.
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