Storie
Roy Sullivan, il "parafulmine umano": il ranger sopravvissuto a sette fulmini in 35 anni
Tra il 1942 e il 1977 le saette colpirono lo stesso uomo sette volte, in altrettanti luoghi diversi del Parco di Shenandoah

La probabilità di essere colpiti da un fulmine, secondo la National Lightning Safety Council, è di circa 1 su 15.300 nel corso di una vita media. Quella di esserlo sette volte e di sopravvivere a tutte è statisticamente inesistente. Eppure è ciò che accadde a Roy Cleveland Sullivan, ranger del Shenandoah National Park, in Virginia, tra il 1942 e il 1977. Il Guinness World Records lo certifica come l'uomo più colpito da fulmini della storia documentata.
Il ragazzo dei boschi della Virginia
Sullivan nacque il 7 febbraio 1912 a Greene County, in Virginia, nel cuore degli Appalachi. Ottavo di undici figli, lasciò la scuola a 14 anni per lavorare nei boschi. Nel 1936 entrò nello staff del neonato Shenandoah National Park, dove sarebbe rimasto per oltre quarant'anni come guardia, guida di sentieri e responsabile di vigilanza antincendio. I colleghi lo descrivevano come un uomo riservato, robusto, con una conoscenza minuziosa della montagna e una calma che pareva impossibile.
I sette colpi: una cronologia
- Aprile 1942: primo strike documentato. Mentre stava scappando da un temporale, un fulmine colpì la torretta antincendio in cui si rifugiava, gli bruciò un piede e gli spezzò un'unghia. La torretta non aveva ancora parafulmini.
- Luglio 1969: stava guidando il suo pick-up lungo una strada di crinale; il fulmine prese a salire da un albero al margine della strada, entrò dal finestrino, gli bruciò sopracciglia e ciglia e gli fece perdere coscienza al volante. La camionetta uscì di strada ma fu fermata da un masso.
- Luglio 1970: nel giardino di casa, un fulmine colpì il trasformatore elettrico vicino e "saltò" sulla sua spalla sinistra, ustionandola.
- Aprile 1972: dentro la stazione dei ranger di Loft Mountain. Una scarica gli incendiò i capelli. Spense le fiamme con la propria giacca bagnata.
- Agosto 1973: in pieno bosco, ferito alle gambe e sbalzato dagli stivali. La gamba destra rimase paralizzata per giorni.
- Giugno 1976: in una pineta nei pressi del Rapidan Camp. Conseguenze relativamente lievi: una caviglia lussata.
- 25 giugno 1977: l'ultimo strike, mentre pescava trote in un torrente. I capelli gli presero fuoco; subito dopo un orso nero arrivò ad attaccare le sue trote e lui, con i capelli ancora fumanti, lo respinse a colpi di ramo. Verbale ufficiale dei Park Rangers.

Perché proprio lui
Sullivan lavorava in cima ad un crinale degli Appalachi, terreno con la più alta densità di fulminazioni del Nord America: in alcune zone si registrano fino a 15 fulmini per chilometro quadrato all'anno. Era inoltre un uomo alto, magro, spesso solo all'aperto e dotato di attrezzature metalliche. La torre antincendio, il pick-up e la canna da pesca erano antenne ideali. Aggiungiamo la scoperta tardiva dei parafulmini (la torretta del 1942 non ne aveva): il rischio individuale era enormemente più alto della media nazionale.
Gli scienziati hanno escluso un fattore biologico predisponente. Sullivan non era "caricato" elettrostaticamente più di altri esseri umani. È stata la combinazione di geografia, mestiere e tempo a fare il record.
La vita dopo i fulmini
Il "parafulmine umano" divenne una piccola celebrità americana, ospite del Tonight Show e di numerose riviste. Ma la fama, paradossalmente, lo isolò. Sullivan raccontava che amici e conoscenti smettevano di sedersi al suo tavolo quando arrivavano nuvoloni neri all'orizzonte. "Era come se i fulmini cercassero me", ripeteva in interviste rare e brevi. Smise di andare ai picnic, evitava le strade panoramiche durante l'estate, dormiva con il berretto vicino al letto.
Si ritirò nel 1976 ma continuò a vivere a Dooms, in Virginia. Soffriva di depressione cronica. La mattina del 28 settembre 1983 Roy Sullivan si tolse la vita con un colpo di pistola alla testa. Aveva 71 anni. Le cronache locali, ai funerali, scrissero che era morto in un altro modo: "per il peso di essere stato baciato troppe volte dal cielo".
Il record certificato
Il Guinness World Records certifica ancora oggi il primato di Sullivan come "l'uomo che ha sopravvissuto al maggior numero di fulmini documentati". Tutti gli episodi furono confermati da referti medici dell'ospedale di Charlottesville e da rapporti ufficiali del National Park Service. Le copie di alcuni di questi documenti sono conservate nel piccolo Sullivan Lightning Display del Visitor Center di Big Meadows, dove sono esposte due delle sue uniformi bruciacchiate.
Domande frequenti
Quante persone vengono colpite da un fulmine ogni anno?
Negli Stati Uniti, secondo i dati del NWS, una media di 240 persone all'anno; di queste, circa il 10% muore. In Italia il dato annuale è di circa 10-20 vittime e altrettanti feriti gravi.
Cosa fare se ci si trova all'aperto durante un temporale?
Rifugiarsi in un edificio chiuso o, in mancanza, in un'auto chiusa (la carrozzeria fa da gabbia di Faraday). Evitare arbusti isolati, alberi alti, distese piane, cime e specchi d'acqua. Allontanarsi dagli oggetti metallici.
Esistono altri "parafulmini umani"?
Esistono casi minori. Un brasiliano, Walter Summerford, è celebre per essere stato colpito quattro volte, due delle quali sul medesimo cavallo: la sua tomba sarebbe stata poi a sua volta colpita. Ma il record di Sullivan resta imbattuto da quarant'anni.
Una buona curiosità ogni mattina
Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.
Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.



