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Quokka: perché il marsupiale più felice del mondo sembra davvero sorridere

Il piccolo macropode di Rottnest Island ha conquistato i social, ma il suo 'sorriso' è il risultato di anatomia, evoluzione e isolamento geografico. E nasconde una specie vulnerabile.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Un quokka, piccolo marsupiale australiano, immerso nella vegetazione del suo habitat naturale
Un quokka, piccolo marsupiale australiano, immerso nella vegetazione del suo habitat naturale

Pochi animali al mondo sono finiti su Instagram quanto lui. Il quokka (Setonix brachyurus) è un piccolo marsupiale che vive nell'Australia occidentale ed è diventato in pochi anni il volto della fauna selvatica australe grazie a una caratteristica unica: sembra sorridere sempre. Un sorriso così convincente che gli ha guadagnato il soprannome di "animale più felice del mondo" e migliaia di selfie l'anno.

Ma il sorriso del quokka non è un segno di emozione, e l'idolo dei social è in realtà una specie classificata come vulnerabile dall'IUCN. La storia di questo animale è un piccolo trattato di anatomia, biologia evolutiva e antropologia della fotografia.

Chi è il quokka, in poche righe

Il quokka appartiene alla famiglia dei macropodi, la stessa di canguri e wallaby. È l'unica specie del genere Setonix, descritto nel 1830. Adulto, raggiunge i 40-54 centimetri di lunghezza più una coda di circa 25-30 centimetri e pesa tra i 2,5 e i 5 chilogrammi. Il pelo è grigio-brunastro, le orecchie corte e arrotondate, le zampe posteriori adattate al salto come quelle di un canguro in miniatura.

Vive in colonie chiamate mob e si nutre quasi esclusivamente di erbe, foglie, carici e radici. È sostanzialmente notturno: durante il giorno si rifugia nella vegetazione fitta, dorme e si protegge dal caldo; di notte esce per pascolare.

Dove vive davvero

Il quokka è endemico di una piccola regione del sud-ovest dell'Australia. La popolazione più nota e visibile abita Rottnest Island, una piccola isola al largo di Perth, ma esistono nuclei più piccoli su Bald Island e in alcune zone umide della terraferma. La distribuzione storica era ben più ampia: si stima che, prima dell'arrivo degli europei, la specie occupasse buona parte dell'Australia occidentale meridionale.

Il nome "Rottnest" deriva dall'olandese e significa letteralmente nido di topi: lo coniò l'esploratore Willem de Vlamingh nel 1696, scambiando i quokka per grossi ratti. Il giudizio non rese giustizia all'animale, ma diede il nome all'isola che oggi è il suo rifugio principale.

Perché sembra sempre sorridere

Il "sorriso" del quokka è un artefatto anatomico, non un'emozione. Tre fattori contribuiscono all'illusione.

1. Muso corto e arrotondato

Rispetto agli altri macropodi, il quokka ha un muso particolarmente compatto. L'epiteto di specie brachyurus significa proprio "dalla coda corta", ma il muso segue lo stesso principio di compattezza. La distanza ridotta fra naso e angoli della bocca crea una linea che, vista frontalmente, ricorda l'arco di un sorriso umano.

2. Mascella superiore prominente

I due incisivi superiori sporgono leggermente in avanti e dividono la bocca in modo che gli angoli inferiori sembrino sollevati. È un tratto comune a molti erbivori, ma nel quokka è particolarmente accentuato.

3. Disposizione dei muscoli facciali

I muscoli che circondano la bocca del quokka sono organizzati in modo tale da tenere costantemente sollevati gli angoli labiali. Anche quando l'animale dorme o mastica, l'espressione resta la stessa.

Il risultato è una pareidolia ricorrente: vediamo un sorriso perché il nostro cervello è programmato per riconoscere espressioni umane in volti molto diversi dal nostro. Il quokka, semplicemente, è il volto non umano che le imita meglio.

Curiosità etologiche poco note

La coda funziona da serbatoio

In condizioni di siccità o scarsità di cibo, il quokka può sopravvivere settimane senza mangiare né bere, utilizzando il grasso accumulato nella coda. Si tratta di un adattamento condiviso con molti marsupiali, ma raramente così marcato.

Una madre che 'scarica' il piccolo

In situazioni di pericolo estremo, una femmina di quokka inseguita da un predatore può espellere il piccolo dal marsupio. Il neonato, troppo piccolo per sopravvivere da solo, ha la funzione di distrarre il predatore mentre la madre fugge. È un comportamento controintuitivo ma documentato: una strategia di sopravvivenza spietata di una specie che evolve in un ambiente con poche risorse.

Confidenza con gli umani, ma non addomesticabilità

I quokka di Rottnest Island sono celebri per avvicinarsi spontaneamente ai visitatori. Questa confidenza deriva dall'assenza di predatori naturali sull'isola: per migliaia di anni, qui, hanno avuto pochissimo da temere. Restano però animali selvatici: toccarli è vietato da leggi locali con multe fino a 300 dollari australiani.

Domande frequenti

Il quokka è davvero felice?

No, è un'illusione anatomica. Gli scienziati che studiano l'emozione negli animali non hanno mai dimostrato uno stato emotivo positivo permanente nel quokka. È un animale che mostra paura, stress e curiosità come tutti gli altri.

Si può portare a casa un quokka?

Assolutamente no. La specie è protetta dalle leggi federali australiane: catturarne uno o tenerlo prigioniero comporta multe altissime e responsabilità penali. Esportarlo è impossibile.

I quokka sono pericolosi?

In linea di massima no, ma hanno denti aguzzi e artigli. Si conoscono casi di morsi a turisti che li hanno toccati o tentato di nutrirli. Il governo dell'Australia Occidentale raccomanda di non avvicinarsi più di un metro.

Quanti quokka esistono?

Le stime più aggiornate parlano di 8.000-12.000 esemplari complessivi, di cui circa 10.000 a Rottnest Island. La popolazione sulla terraferma è in declino a causa di incendi boschivi, urbanizzazione e dell'introduzione di volpi e gatti.

L'icona dei social, fragile sul campo

L'attenzione mediatica ha portato vantaggi e rischi. Da un lato ha aumentato il turismo a Rottnest e i finanziamenti per la conservazione. Dall'altro, i selfie troppo invadenti, l'abitudine di alcuni turisti a offrire cibo umano (dannoso per la dieta) e la pressione antropica hanno spinto le autorità a rafforzare i divieti. La specie resta classificata vulnerabile dalla IUCN e gli incendi del 2019-2020 in Australia hanno colpito anche alcune sue popolazioni continentali.

La prossima volta che vedrete un quokka su Instagram, dunque, ricordatevi che dietro quel sorriso permanente non c'è felicità: c'è un'evoluzione di milioni di anni, una piccola isola al largo di Perth, e una specie che sopravvive grazie alla cura con cui chi vive lì cerca di non disturbarla troppo.

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