Curiosando si impararivista di curiosità

Animali

Polpo mimetico: l'animale che imita 15 specie diverse per sopravvivere

Scoperto nel 1998 in Indonesia, il Thaumoctopus mimicus cambia forma e comportamento per imitare pesci, serpenti e meduse

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Polpo che nuota con eleganza in un acquario blu mostrando tentacoli distesi
Polpo che nuota con eleganza in un acquario blu mostrando tentacoli distesi

Il polpo mimetico (Thaumoctopus mimicus) è uno degli animali più sorprendenti dell'oceano: capace di imitare almeno 15 specie diverse, dal pesce piatto al serpente marino, passando per leoni di mare e meduse. Non semplice mimetismo passivo, ma una imitazione attiva, scelta in base al predatore o alla preda che si trova davanti.

Scoperto solo nel 1998 nelle acque torbide dell'Indonesia, è il primo invertebrato a cui sia stato attribuito un comportamento di "mimetismo dinamico". Una capacità che ha cambiato il modo di guardare all'intelligenza dei cefalopodi.

Dove è stato scoperto

Il polpo mimetico è stato osservato per la prima volta nel 1998 nelle acque al largo dell'isola di Sulawesi, in Indonesia. A descriverlo formalmente furono i biologi Mark Norman dell'Università di Melbourne e Roy Caldwell dell'Università della California a Berkeley, in un articolo apparso nel 2001 sui Proceedings of the Royal Society B.

Vive in fondali fangosi fra i 2 e i 12 metri, di solito alla foce di fiumi tropicali, in zone povere di nascondigli naturali. Proprio l'assenza di rocce e coralli sembra essere la ragione per cui l'evoluzione lo ha spinto a sviluppare la sua arte teatrale.

Polpo che si mimetizza tra le rocce e i coralli mostrando tentacoli e tessitura cutanea
I cromatofori della pelle permettono ai polpi di cambiare colore in frazioni di secondo. Foto: Pexels / Berthold Grünhagen

Le imitazioni più documentate

Norman e colleghi hanno filmato e classificato decine di imitazioni. Alcune sono note ai pescatori indonesiani da generazioni, altre sono state riconosciute solo grazie al video underwater.

  • Pesce piatto: il polpo distende il corpo, ondulando i bordi del mantello e nuotando radente al fondale. È la postura più frequente, usata per spostarsi senza farsi notare.
  • Serpente marino: nasconde sei delle otto braccia in una tana, lasciando fuori solo due tentacoli a strisce bianche e nere. È la difesa contro i pesci damigella, che hanno paura dei serpenti marini predatori.
  • Leone di mare (lionfish): solleva le otto braccia a raggera, simulando le spine velenose di Pterois. Utile contro i barracuda.
  • Medusa: nuota verso l'alto a paracadute, con i tentacoli pendenti e il mantello sollevato.
  • Granchio: si appiattisce e cammina lateralmente su sei zampe.

Altre imitazioni meno documentate includono stelle marine, anemoni, gamberi mantide e perfino le razze elettriche.

Mimetismo dinamico: una capacità rara

In natura sono molti gli animali che imitano altre specie, ma la maggior parte si specializza in un'unica imitazione fissa (è il caso di molti insetti). Il polpo mimetico, al contrario, sceglie l'imitazione in base alla situazione. È quello che gli etologi chiamano "mimetismo facoltativo" o "dinamico".

Uno studio del 2008 condotto da Healy Hamilton, della California Academy of Sciences, ha osservato che se l'animale viene avvicinato da un pesce damigella territoriale, in oltre il 70% dei casi mima il serpente marino. Se incontra un crostaceo, sceglie il leone di mare. Questa flessibilità implica una capacità cognitiva piuttosto elevata.

Barriera corallina di West Papua ricca di vita marina e pesci colorati
Il polpo mimetico vive nei pressi delle barriere indonesiane, in fondali sabbiosi privi di rocce dove servono difese sofisticate. Foto: Pexels / Tom Fisk

Una pelle che è anche uno schermo

Per cambiare aspetto, il polpo mimetico sfrutta tre strati di cellule cutanee:

  • Cromatofori: piccoli sacchi pieni di pigmento (rosso, giallo, marrone, nero) controllati da muscoli. Si aprono o si chiudono in pochi millisecondi.
  • Iridofori: cellule che riflettono la luce e producono iridescenze.
  • Leucofori: cellule bianche che fungono da "fondo neutro".

Combinando i tre strati, l'animale può ricreare disegni complessi e cambiarli in pochi secondi. Curiosamente, gli studi sulla retina dei polpi indicano che sono daltonici: vedono in scala di grigi. Si pensa che riescano a percepire il colore tramite recettori cromatici distribuiti direttamente sulla pelle.

Quanto vive il polpo mimetico

Come la maggior parte dei cefalopodi, il polpo mimetico ha vita breve: tra i 9 mesi e i 2 anni. Le femmine depongono uova attaccate al tetto di una tana scavata nel fango e muoiono poco dopo la schiusa. I piccoli sono piccoli plancton trasparenti che derivano alla deriva per settimane prima di scendere sul fondo.

Per i fotografi subacquei è una specie "graal": rari avvistamenti vengono pagati a peso d'oro nei tour di immersione di Lembeh Strait e Bali. La pressione del turismo ha portato l'IUCN a classificarlo come specie da monitorare, anche se non ancora a rischio.

Domande frequenti

Il polpo mimetico è velenoso?

Possiede una saliva tossica come tutti i polpi, ma molto meno potente di quella del cugino "polpo dagli anelli blu". Non è pericoloso per l'uomo.

Si può tenere in acquario?

Sconsigliato. È difficile da nutrire, soggetto a stress e ha aspettative di vita più brevi in cattività. Inoltre molti paesi limitano l'esportazione di esemplari catturati dall'Indonesia.

Esistono altri animali mimetici tanto versatili?

Il polpo wunderpus (Wunderpus photogenicus), parente stretto, ha capacità simili ma meno varie. Tra i vertebrati, alcuni pesci scorpione e seppie giganti mostrano forme di mimetismo dinamico, mai però paragonabili a quelle del Thaumoctopus mimicus.

Un piccolo teatro vivente

Il polpo mimetico è una delle prove più convincenti dell'idea che l'intelligenza in natura non si misuri solo sulle dimensioni del cervello. Con i suoi due chili di stazza, un cervello "distribuito" — gran parte dei neuroni si trovano nei tentacoli — e una vita brevissima, riesce a improvvisare risposte complesse a stimoli imprevedibili.

Per gli scienziati, il Thaumoctopus mimicus è un caso di studio fondamentale per capire come il cervello dei cefalopodi sia evoluto in modo parallelo a quello dei vertebrati. Per chi lo guarda da vicino, resta semplicemente uno degli spettacoli più strani del Pacifico.

Una buona curiosità ogni mattina

Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.

Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.


Da scoprire

Continua a leggere

Altre storie che ti potrebbero piacere, scelte per te