Animali
Macachi di Koshima: l'isola dove nel 1953 i primati inventarono la cultura
Nel 1953 una giovane macaca di nome Imo cominciò a lavare le patate dolci nel fiume: la prima tradizione animale documentata dalla scienza

Su una piccola isola del Giappone, nel 1953, una femmina di macaco di nome Imo ebbe un'idea. Prese una patata dolce sporca di sabbia e, invece di pulirla con le mani come facevano gli altri, la portò al fiume e la lavò nell'acqua. Quel gesto avrebbe cambiato la storia dell'etologia: per la prima volta, gli scienziati vedevano nascere e diffondersi una tradizione tra animali non umani.
I macachi di Koshima sono ancora oggi uno dei casi più studiati di "cultura animale". La loro vicenda è il punto di partenza di un'intera disciplina, la primatologia culturale.
L'isola di Koshima e il progetto giapponese
Koshima è un isolotto di 0,35 chilometri quadrati nella prefettura di Miyazaki, sull'isola di Kyūshū. Dal 1948 un gruppo di primatologi guidati da Kinji Imanishi aveva avviato un esperimento di lungo periodo: nutrire artificialmente una colonia di macachi giapponesi (Macaca fuscata) con patate dolci e grano, per facilitare l'osservazione individuale.
Ogni macaco era stato battezzato e schedato, con genealogie ricostruite per ogni generazione. È la prima volta nella storia della scienza in cui un primate non umano viene studiato dando un nome a ogni esemplare.
1953: Imo lava la prima patata
Il 9 settembre 1953, lo studente Satsue Mito annotò sul suo taccuino qualcosa di insolito: una giovane femmina di un anno e mezzo, soprannominata Imo (in giapponese "patata"), aveva preso una patata dolce dalla spiaggia e l'aveva immersa in una pozza per pulirla.
Nei mesi successivi Imo ripeté il comportamento. La prima a copiarla fu la madre. Poi i fratelli. Nel 1957 quattro macachi su dodici lavavano regolarmente le patate; nel 1962 erano tre quarti del gruppo; oggi quasi tutta la colonia lo fa. Negli ultimi anni alcuni preferiscono lavare le patate direttamente in acqua salata, perché — si è scoperto — conferisce loro un retrogusto saporito.
La seconda invenzione: il lancio del grano
Nel 1956 Imo ebbe una seconda idea. I ricercatori sparpagliavano il grano sulla sabbia; raccoglierlo chicco per chicco richiedeva tempo. Imo cominciò a prendere manciate di sabbia e grano, gettarle in acqua e raccogliere i chicchi che galleggiavano in superficie. Anche questa tecnica si diffuse, copiata prima dai giovani e poi dagli adulti.
Pochissimi maschi adulti, riferiscono i quaderni di Imanishi, impararono a lavare le patate. Le innovazioni viaggiavano soprattutto fra giovani femmine e madri, suggerendo un canale di trasmissione "matrilineare" delle innovazioni.
Una scoperta che cambia l'idea di "cultura"
Fino al 1953, la maggior parte degli antropologi considerava la cultura una caratteristica unicamente umana. La storia di Imo costrinse a rivedere quella convinzione. Nel 1965 Junichiro Itani pubblicò su Primates il primo articolo che parlava di "pre-cultura" tra animali, definita come "comportamento innovativo trasmesso socialmente per più di due generazioni".
Da allora la lista degli esempi è cresciuta. Gli scimpanzé del Gombe usano bastoncini per pescare termiti, quelli del Bossou rompono noci con martelli di pietra. Le orche dello stretto di Gibilterra hanno imparato a colpire i timoni delle barche. I tonni rossi dell'Atlantico trasmettono rotte migratorie. Tutti casi che hanno radici nella domanda posta dai macachi di Koshima: la cultura si può imparare?
Perché i giovani imparano e gli anziani no
Una delle scoperte più interessanti riguarda la "barriera anagrafica" alla diffusione delle tradizioni. I macachi adulti maschi, oltre i 7 anni, raramente adottavano il nuovo comportamento. Lo facevano invece i giovani, soprattutto sotto i 4 anni.
Il primatologo Frans de Waal ha proposto che l'apprendimento sociale dipenda dal grado di "conformismo": i giovani imitano chiunque sembri competente, gli adulti imitano solo chi è socialmente affine. È la stessa logica con cui le mode si diffondono nelle scuole umane più rapidamente che fra i pensionati.
Cose da sapere sui macachi di Koshima
- La colonia oggi conta circa 100 individui, suddivisi in due gruppi.
- L'isola è gestita dal Wildlife Research Center dell'Università di Kyoto, una delle istituzioni più importanti al mondo per lo studio dei primati.
- I macachi di Koshima sono fra i pochi primati osservati in ambiente naturale a praticare il nuoto ricreativo: i giovani si tuffano dagli scogli e gareggiano fra loro.
- Imo morì nel 1972, all'età di circa 18 anni. La sua linea matrilineare è viva ancora oggi.
Domande frequenti
Cosa si intende per "cultura animale"?
Per gli etologi, è un insieme di comportamenti che (a) variano fra popolazioni di una stessa specie, (b) non sono spiegabili con la sola genetica o ecologia, (c) si trasmettono per imitazione sociale.
Il "centesima scimmia" è vera?
No. È una leggenda new age secondo cui, raggiunta una soglia critica, il comportamento di lavare le patate sarebbe comparso "per telepatia" anche su altre isole. Non c'è alcuna evidenza scientifica: i dati di Koshima mostrano solo una diffusione graduale, per contatto diretto.
Si può visitare l'isola di Koshima?
Solo come parte di tour guidati dal centro di ricerca. È vietato dare cibo agli animali, per non interferire con le osservazioni.
L'eredità di una giovane scimmia
La storia di Imo ricorda che le grandi rivoluzioni intellettuali possono nascere dai gesti più semplici: una patata, un fiume, una bambina di scimmia che ha avuto un'idea. Da quel giorno, l'etologia non guarda più gli animali allo stesso modo.
Oggi sappiamo che la cultura non è un'invenzione umana, ma una proprietà più antica, condivisa con molte altre specie sociali. I macachi di Koshima continuano a lavare le loro patate, generazione dopo generazione, e con quel gesto rispondono alla domanda forse più importante: che cos'è una tradizione?
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