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Tunnel di Eupalinos: come due squadre di greci si incontrarono nel buio al millimetro nel 540 a.C.

Un acquedotto sotterraneo di 1.036 metri scavato da entrambe le estremità nell'isola di Samo.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Veduta dell'isola greca di Samo, sede del tunnel di Eupalinos scavato nel 540 a.C.
Veduta dell'isola greca di Samo, sede del tunnel di Eupalinos scavato nel 540 a.C.

Sotto il monte Kastro, sull'isola greca di Samo nell'Egeo orientale, corre un acquedotto lungo 1.036 metri scavato a 180 metri di profondità nel calcare. Lo costruirono due squadre di operai che lavoravano contemporaneamente dai due lati opposti della montagna, senza vedersi né potersi parlare. Quando si incontrarono al centro, l'errore di allineamento era di pochi centimetri sul piano orizzontale e di 60 centimetri su quello verticale. Era il 540 a.C. circa, regnava il tiranno Policrate, e l'ingegnere che firmò l'opera si chiamava Eupalinos di Megara. Lo storico Erodoto, due secoli dopo, lo definì "una delle tre meraviglie dei Greci". La scheda sugli acquedotti della Britannica dedica al tunnel un paragrafo dettagliato.

Perché scavare due tunnel verso il centro?

La risposta è semplice: tempo. Procedere da un lato solo avrebbe richiesto il doppio degli anni; scavare contemporaneamente da due imbocchi dimezzava la durata dei lavori, a patto di garantire l'incontro al millimetro. La montagna serviva a portare acqua dalla sorgente di Agiades, a nord, fino alla capitale dell'isola, Pythagoreion, sul versante meridionale. Una conduttura esterna avrebbe richiesto un acquedotto in superficie esposto a sabotaggi militari (Policrate era in costante guerra con i vicini), oltre a essere meno efficiente per la pendenza. Per il tunnel rimane la scheda dell'Istituto Archeologico Germanico che cura gli scavi a Samo dal 1971.

Antico acquedotto in pietra simile alle opere idrauliche del mondo greco-romano
L'arte degli acquedotti, di cui il tunnel di Eupalinos è uno dei capolavori più antichi. Foto: Pexels / Hert Niks

Come Eupalinos riuscì nell'impresa

Senza bussole magnetiche, senza teodoliti, senza GPS, l'ingegnere usò la geometria euclidea ante litteram. La ricostruzione più condivisa fra gli storici della scienza è quella proposta dal matematico tedesco Hermann Kienast, dell'Istituto Archeologico Germanico, che ha pubblicato sul tunnel di Eupalinos il volume di riferimento Die Wasserleitung des Eupalinos auf Samos nel 1995. Il procedimento fu, in sintesi:

  • Punto A (imbocco nord, presso la sorgente) e punto B (imbocco sud, presso la città): Eupalinos collegò A e B con una poligonale di segmenti rettilinei sul fianco della montagna, misurando con corde e regoli.
  • Dalla poligonale ricavò la distanza rettilinea AB e l'angolo rispetto al nord cardinale.
  • Per il dislivello usò una semplice livella ad acqua, antichissima ma efficace al millimetro su lunghi tratti.
  • All'interno del tunnel, ai due lati, gli operai mantenevano la direzione confrontandosi con segnali luminosi sul fronte di scavo e ricalcolando ad ogni tappa l'angolo con corde tese al soffitto.

Quando le due squadre si avvicinarono, Eupalinos fece deviare leggermente la galleria sud verso ovest a forma di S, in modo che, anche con un piccolo errore di allineamento, le squadre si sarebbero comunque "incontrate" sentendo il rumore dei picconi. La deviazione è ancora oggi visibile e ne conserva la firma. La voce della Wikipedia anglosassone riassume la ricostruzione tecnica.

I numeri

  • Lunghezza: 1.036 metri (forse il primo tunnel di tale lunghezza scavato dalle due estremità nella storia)
  • Sezione: 1,80 × 1,80 metri, sufficiente al passaggio di un uomo curvo
  • Profondità massima: 180 metri sotto la cresta del monte Kastro
  • Pendenza: 0,4% verso sud (in 1 km l'acqua scende di circa 4 metri)
  • Durata dei lavori: stimata in 8-10 anni
  • Personale: 200-300 operai, con turni continui

Le altre due meraviglie di Samo secondo Erodoto

Lo storico greco, scrivendo nel V secolo a.C., considerava i Samii degni di particolare ammirazione perché avevano realizzato "le tre opere d'arte più grandi di tutto il mondo greco":

  1. Il tunnel di Eupalinos (l'unico ancora visitabile in larga parte oggi)
  2. Il molo del porto di Pythagoreion, costruito in mare aperto su 36 metri di profondità
  3. Il Heraion, un tempio dedicato a Era, il più grande edificio sacro della Grecia arcaica

Il passo originale è in Storie, libro III, 60. Una traduzione integrale in inglese si trova sul portale Theoi.

L'isola di Samo nell'Egeo orientale, sede del tunnel di Eupalinos
Samo oggi: l'isola greca dove l'ingegneria del VI secolo a.C. ha lasciato uno dei suoi capolavori. Foto: Pexels / Thomas Ronveaux

Si può visitare?

Sì. Il tunnel di Eupalinos è gestito dalla Ephorate of Antiquities of Samos ed è aperto ai visitatori dall'imbocco nord, a circa due chilometri dal porto di Pythagoreion (oggi Pitagorio). Il percorso turistico si estende per circa 300 metri all'interno della galleria, con illuminazione e passerelle. I biglietti partono da 8 euro; l'orario invernale è ridotto. Il sito ufficiale del Ministero della Cultura greca pubblica le informazioni aggiornate sulla scheda del monumento.

Perché conta ancora oggi

Il tunnel di Eupalinos è citato negli studi di ingegneria civile e topografia come primo esempio documentato di scavo a doppio fronte con incontro pianificato. Le tecniche usate sono le stesse — concettualmente — adottate per il traforo del Frejus nel 1871 o per il Channel Tunnel nel 1991. Cambia tutto: gli strumenti, i mezzi, i tempi. Resta uguale il problema geometrico: come far convergere due gallerie scavate in cieco. E lo risolse, con straordinaria eleganza, un ingegnere greco 2.500 anni fa.

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