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Orme di dinosauri nello Stelvio: la "Triassic Park" lombarda scoperta tra Livigno e Bormio

Migliaia di impronte di 210 milioni di anni fa cambiano la storia dei dinosauri sulle Alpi italiane

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Alta montagna lombarda con creste rocciose e cielo terso (Foto: Pexels / Lorenza Magnaghi)
Alta montagna lombarda con creste rocciose e cielo terso (Foto: Pexels / Lorenza Magnaghi)

In Lombardia c'è una valle che, 210 milioni di anni fa, era una piana di marea calpestata da branchi di dinosauri erbivori. Lo dimostra una scoperta paleontologica eccezionale annunciata nel dicembre 2025 e battezzata "Triassic Park": tra il Passo del Foscagno, Livigno e Bormio, all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio, gli scienziati hanno mappato uno dei più estesi giacimenti di orme di dinosauri del Triassico al mondo.

L'intuizione di un fotografo naturalista

Tutto è cominciato il 14 settembre 2025. Elio Della Ferrera, fotografo naturalista valtellinese, stava camminando in Val di Fraele quando notò sulla parete di dolomia alcune depressioni allineate, troppo regolari per essere casuali. Le segnalò ai ricercatori dell'Università di Milano e del Museo di Storia Naturale di Milano. Le verifiche sul posto, condotte da Cristiano Dal Sasso, Andrea Tintori e Fabio Magnoni, confermarono l'ipotesi: erano impronte fossili di dinosauri.

La cosa straordinaria è la densità: in alcune lastre fino a 6 orme per metro quadrato, distribuite lungo sette dorsali, a quote tra i 2.400 e i 2.800 metri, su un fronte di quasi cinque chilometri. Il complesso Plator-Doscopa è oggi considerato uno dei più ricchi al mondo per il periodo Norico-Retico, l'ultimo Triassico.

Strato roccioso alpino con segni di erosione e venature
Le impronte sono incise nella dolomia, una roccia che 210 milioni di anni fa era fango compatto di una piana di marea. Foto: Pexels / Marek Piwnicki

Chi camminava lassù 210 milioni di anni fa

La maggior parte delle impronte è attribuita a prosauropodi, dinosauri erbivori bipedi o quadrupedi facoltativi lunghi alcuni metri, considerati gli antenati dei colossi del Giurassico. Si muovevano in branchi numerosi, come dimostrano le impronte parallele e sovrapposte. Le tracce più piccole, lunghe pochi centimetri, indicano cuccioli al seguito; quelle più grandi superano i 50 centimetri, suggerendo individui di sei-sette metri di lunghezza.

Accanto ai prosauropodi compaiono orme di teropodi (dinosauri carnivori più snelli) e di altri rettili contemporanei come gli aetosauri. È, in pratica, una fotografia istantanea di un intero ecosistema di marea tropicale.

Quando le Alpi non esistevano ancora

Per immaginare la scena bisogna cancellare le Alpi. Nel Triassico superiore l'area corrispondeva a una vasta piana costiera della Tetide, un mare poco profondo che bagnava la Pangea in lenta frantumazione. Il fango, ricco di alghe e cianobatteri, si seccava al sole tra una marea e l'altra: le orme dei dinosauri restavano stampate e poi venivano sigillate dal sedimento successivo. Cento milioni di anni dopo, lo scontro tra placca africana ed europea ha sollevato quelle piane fino a quasi 3.000 metri, trasformando le piste in dorsali alpine.

La prima Triassic Park italiana

Si tratta delle prime orme di dinosauri mai rinvenute in Lombardia. Sono anche le uniche conosciute a nord della Linea Insubrica, la grande faglia che separa le Alpi Meridionali da quelle Centrali. Il sito è stato presentato alla stampa il 16 dicembre 2025 dal Museo di Storia Naturale di Milano, dalla Regione Lombardia e dall'Università Statale; nel 2026 partirà un piano di tutela in collaborazione con la Soprintendenza che prevede mappature laser, repliche per i visitatori e percorsi guidati con accompagnatori.

Perché conta anche per noi

La scoperta sposta indietro le lancette della paleontologia alpina: finora i fossili di dinosauro più importanti d'Italia provenivano dal giacimento di Cava Bomba e dal sauropode Saltriovenator ritrovato nel 2018 in provincia di Varese. Aggiungere uno scenario di branchi tropicali in alta Valtellina apre nuove ipotesi su come gli antenati dei dinosauri abbiano colonizzato l'Europa centrale. E il fatto che la segnalazione sia partita da un appassionato ricorda quanto la scienza cittadina conti ancora.

Domande frequenti

Si possono visitare le orme dello Stelvio?

Per ora il sito è in fase di studio e protezione. Il Parco dello Stelvio sta predisponendo percorsi guidati e l'esposizione di calchi al Museo di Storia Naturale di Milano. Le coordinate precise non sono pubbliche per evitare il vandalismo.

Quanti anni hanno esattamente queste orme?

Le datazioni indicano un'età compresa tra 210 e 200 milioni di anni, nel Triassico superiore (piani Norico-Retico). Sono dunque tra le tracce di dinosauro più antiche d'Italia.

Si troveranno altri reperti nella stessa zona?

Probabile. Il versante sud della Val di Fraele non è ancora stato esplorato sistematicamente: i ricercatori sperano in nuove lastre con orme e, soprattutto, in eventuali ossa fossili che permetterebbero di identificare le specie con maggiore precisione.

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