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Arena di Verona Opera Festival 2026: dal 12 giugno al 12 settembre la 103ª edizione apre con La Traviata
Cinquanta serate nel più grande teatro lirico all'aperto del mondo: Verdi, Puccini, due Aida e i Carmina Burana in cartellone.

Il 12 giugno 2026 si alzerà il sipario sulla 103ª edizione dell'Arena di Verona Opera Festival, la più antica e celebre rassegna lirica all'aperto del mondo. Cinquanta serate, da metà giugno fino al 12 settembre, in un anfiteatro romano del I secolo d.C. capace di ospitare ogni sera oltre 13.000 spettatori sotto il cielo estivo veronese. Per chi non c'è mai stato, è un'esperienza che vale un libro di vita: l'eco delle pietre, le voci che arrivano fino agli ultimi gradoni senza microfoni, le scenografie monumentali. Per chi torna, ogni stagione propone qualcosa di nuovo.
Il cartellone 2026 in breve
L'edizione 2026 mette in scena cinque titoli di repertorio e una serie di serate speciali. Il 12 giugno debutta la nuova produzione di La Traviata di Giuseppe Verdi, che resterà in cartellone con repliche fino al 12 settembre. Seguono Nabucco (Verdi), La Bohème (Puccini), Turandot (Puccini) e due distinte messe in scena di Aida (Verdi). A queste si aggiungono serate di balletto e concerti, fra cui i Carmina Burana di Carl Orff e gala lirici dedicati alle voci più amate dal pubblico, secondo il programma pubblicato dalla Fondazione Arena di Verona.

Un anfiteatro di 1.950 anni
L'Arena è stata costruita intorno al 30 d.C., sotto Tiberio o Claudio: lo studio dei resti, pubblicato in più volumi dalla Soprintendenza, è ancora in parte aperto. Lunga 152 metri e larga 123, all'esterno aveva un'ala (la parte alta della facciata) di cui resta solo un frammento, l'Ala appunto: i quattro archi rimasti dopo che il terremoto del 1117 abbatté il resto. La sua superficie interna, una cavea di 44 ordini di gradinate in marmo della Valpolicella, ospitava ai tempi dell'Impero romano combattimenti di gladiatori, venationes e spettacoli pubblici. La capienza attuale per scopi di sicurezza è di 13.500 spettatori paganti.
Perché l'opera, e da quando
L'idea di trasformare l'Arena in un teatro lirico nasce nel 1913 dal tenore veronese Giovanni Zenatello e dall'impresario Ottone Rovato. Si voleva celebrare il centenario di Verdi con una Aida all'altezza del compositore. L'8 agosto 1913 si tenne la prima storica messa in scena, diretta da Tullio Serafin, con la scenografia di Ettore Fagiuoli ispirata a Karnak. Da allora, salvo le interruzioni delle due guerre mondiali e la pausa Covid del 2020, l'Arena è sempre stata, ogni estate, palcoscenico operistico. Britannica la definisce «uno dei teatri d'opera più grandi del mondo». La rassegna è oggi tutelata dall'UNESCO come parte del patrimonio culturale di Verona.
Le voci attese nel 2026
La direzione artistica ha confermato la presenza di alcune fra le voci più importanti della lirica contemporanea, fra cui — annunciati nei mesi scorsi — Anna Netrebko in alcune serate di Turandot e Aida, accanto al tenore Yusif Eyvazov. Sulla buca dell'orchestra si alterneranno direttori internazionali, mentre per le regie sono confermate produzioni firmate da nomi italiani e stranieri, alcune in coproduzione con grandi teatri come il Royal Opera House di Londra. Il 5 giugno 2026, in apertura non ufficiale, va in scena la serata speciale «Campioni del mondo. Italia loves UNESCO», un gala benefico.

Informazioni pratiche
- Sede: Arena di Verona, Piazza Bra 1, 37121 Verona (VR)
- Date Festival: 12 giugno – 12 settembre 2026, 103ª edizione
- Numero rappresentazioni: circa 50 serate
- Opere in cartellone: La Traviata, Nabucco (Verdi); La Bohème, Turandot (Puccini); Aida (due nuove produzioni)
- Inizio spettacoli: di norma ore 21:00 fino al 14 agosto; ore 20:45 dal 15 agosto in poi
- Biglietti: da circa 30 euro (gradinata) a 250 euro (poltronissima Gold)
- Sito ufficiale: arena.it — acquisto online sulla piattaforma ufficiale shop.fondazionearena.it
- Mobilità: stazione di Verona Porta Nuova a 1,5 km dall'Arena (15 minuti a piedi)
Consigli per chi va per la prima volta
Le gradinate sono in marmo: portare un cuscino (o noleggiarlo all'ingresso). L'aria di sera in agosto può essere fresca dopo il tramonto: una felpa è consigliata. Durante l'attesa fra il tramonto e l'inizio dello spettacolo si è soliti accendere una piccola candela: una tradizione del pubblico veronese che trasforma la cavea in un mare di lumini. L'apertura della cavea è prevista 90 minuti prima dello spettacolo. Photo: ammesse durante gli intervalli, vietate durante le rappresentazioni.
FAQ
Si paga il rimborso in caso di pioggia?
Sì. Se lo spettacolo viene interrotto entro la fine del primo tempo, il biglietto è valido per un'altra data della stessa stagione o si può richiedere il rimborso, secondo le condizioni indicate sul sito della Fondazione Arena.
Si può portare cibo?
È permesso introdurre acqua naturale in bottigliette di plastica fino a mezzo litro. Cibo e bevande alcoliche sono vietate, ma all'interno operano bar autorizzati.
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