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61ª Stagione INDA al Teatro Greco di Siracusa: dall'8 maggio al 28 giugno 2026 Antigone, Alcesti, Persiani e Iliade
Filippo Dini dirige Alcesti con musiche dal vivo di Paolo Fresu, Robert Carsen firma Antigone, Àlex Ollé porta in scena I Persiani e Giuliano Peparini debutta con Iliade. La cavea della Neapolis torna a fare il pieno.

Per la sessantunesima primavera consecutiva la cavea di pietra del Teatro Greco di Siracusa, scavata nel V secolo a.C. nel banco roccioso del colle Temenite, torna a ospitare le tragedie che lì sono nate. Dall'8 maggio al 28 giugno 2026 la Fondazione INDA porta in scena quattro produzioni, due tragedie, un dramma satiresco e una novità assoluta: Antigone di Sofocle, Alcesti di Euripide, I Persiani di Eschilo e Iliade, prima trasposizione teatrale integrale del poema omerico. Lo annuncia il calendario ufficiale dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico, attivo a Siracusa dal 1914.
Quattro registi, quattro letture del classico
Il programma di quest'anno coinvolge quattro direzioni artistiche di livello internazionale. Filippo Dini firma la regia di Alcesti: la tragedia in cui Admeto accetta che la moglie muoia al posto suo viene letta come riflessione sul lutto e sul ricomporsi della coppia, con musiche originali composte ed eseguite dal vivo dal trombettista Paolo Fresu. Robert Carsen, regista canadese di lungo corso (Bregenz, Royal Opera House, Scala), porta in scena un'Antigone in cui il tema della disobbedienza civile è declinato in chiave contemporanea, con scenografia minimalista e un coro composto da 24 elementi.
Il regista catalano Àlex Ollé, fondatore della Fura dels Baus, propone I Persiani di Eschilo — la più antica tragedia conservata, scritta nel 472 a.C. — come elaborazione del lutto del nemico vinto. La produzione presenta scene immersive e un coro che si muove fra la platea e l'orchestra. La sorpresa della stagione è Iliade, allestita da Giuliano Peparini con un cast di 60 interpreti fra attori, danzatori e cantanti: il poema omerico viene ridotto a un libretto di tre ore e mezza in versi italiani, presentato per la prima volta in anteprima al pubblico delle scuole dal 13 al 16 aprile e poi in cartellone dal 14 al 27 giugno.

La storia di una rassegna che ha quasi 112 anni
Le rappresentazioni classiche di Siracusa cominciarono il 16 aprile 1914 con l'Agamennone di Eschilo, in piena Belle Époque. L'idea era stata del conte Mario Tommaso Gargallo e di Ettore Romagnoli, in un momento in cui la riscoperta del teatro greco era già al centro del dibattito culturale europeo. La rassegna, sospesa solo durante le due guerre mondiali e ridotta nei primi anni della pandemia, è arrivata oggi alla 61ª edizione conservando un primato unico al mondo: rappresentare le tragedie greche nel luogo stesso in cui Eschilo, Sofocle ed Euripide vivevano e scrivevano (Eschilo morì proprio a Gela, nel 456 a.C.).
La cavea conserva 67 gradinate originali in pietra calcarea, divise in nove cunei, per una capacità attuale di circa 4.700 spettatori per spettacolo. L'INDA ha confermato all'edizione 2026 le tradizionali due rappresentazioni serali alle 19:00 e alle 20:30, con repliche pomeridiane dedicate alle scolaresche.
Informazioni pratiche
- Date: dall'8 maggio al 28 giugno 2026
- Spettacoli: Antigone di Sofocle (Carsen), Alcesti di Euripide (Dini, musiche Paolo Fresu), I Persiani di Eschilo (Ollé), Iliade da Omero (Peparini, in scena dal 14 al 27 giugno)
- Sede: Teatro Greco, Parco Archeologico della Neapolis, Siracusa
- Biglietti: da 35 a 57 € da lunedì a giovedì e domenica, da 50 a 90 € il venerdì e sabato
- Inizio spettacoli: 19:00 (settori serali) e 20:30 (settori notturni)
- Botteghino: Corso Matteotti 29, Siracusa, tel. +39 0931 487248
- Sito ufficiale: indafondazione.org
- Circuiti autorizzati: TicketOne

Perché vale la pena salire le gradinate (anche se non parli greco)
Le rappresentazioni di Siracusa sono in italiano, con traduzioni curate da grecisti di prima fila (per il 2026 le traduzioni sono firmate da Massimo Cacciari, Walter Lapini e Davide Susanetti). L'INDA prevede inoltre il programma di sala con il testo a fronte. L'esperienza, però, non è tanto filologica quanto fisica: ascoltare Antigone parlare di leggi non scritte mentre il sole tramonta dietro il colle Temenite, con 4.700 persone in silenzio sulla pietra che ha 2.500 anni, è una delle poche occasioni in cui la parola "classico" smette di essere accademica e ridiventa esperienziale.
Il consiglio pratico, dal calendario INDA: prenotare con almeno due settimane di anticipo per le serate del venerdì e del sabato (storicamente sold out già a fine aprile), portare un cuscino (la pietra è dura), arrivare 45 minuti prima dell'inizio. E ascoltare bene: la cavea è uno dei tre teatri al mondo in cui un sussurro sul palco arriva nitido all'ultima gradinata, grazie a un'acustica progettata 2.500 anni fa da architetti che del legno e della pietra sapevano cose che noi cominciamo solo oggi a misurare con strumenti laser.
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