
Effetto Bouba/Kiki: perché un nome morbido sembra rotondo e uno duro appuntito
L'effetto Bouba/Kiki, descritto da Wolfgang Köhler nel 1929 e riportato in primo piano da Ramachandran nel 2001, è una scoperta cardine della psicolinguistica.
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L'effetto Bouba/Kiki, descritto da Wolfgang Köhler nel 1929 e riportato in primo piano da Ramachandran nel 2001, è una scoperta cardine della psicolinguistica.

L'effetto McGurk dimostra che ciò che 'sentiamo' è in realtà un compromesso fra ciò che l'orecchio raccoglie e ciò che gli occhi vedono. Anche conoscendo l'illusione, non scompare.

Dopo ore di Tetris, chiudendo gli occhi continui a vedere blocchi cadere. È il Tetris Effect, fenomeno che lo psicologo di Harvard Robert Stickgold ha trasformato in una scoperta sulla memoria — anche con amnesici incapaci di ricordare il gioco.

Centinaia di migliaia di persone ricordano un evento che non si è mai verificato. Lo psicologo Elizabeth Loftus lo studia da quarant'anni, l'investigatrice Fiona Broome gli ha dato il nome nel 2009. Cosa rivela sul funzionamento del nostro cervello.

L'effetto Cocktail Party è la capacità del cervello di isolare una singola voce dentro un brusio di conversazioni. Colin Cherry lo studiò nel 1953 e da allora la psicologia dell'attenzione non è più stata la stessa.

L'effetto Zeigarnik è la tendenza a ricordare meglio i compiti incompiuti rispetto a quelli portati a termine. Scoperto nel 1927 al ristorante, oggi è alla base di abitudini, produttività e cliffhanger televisivi.