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Axolotl: la salamandra messicana che fa ricrescere le sue zampe

Rigenera arti, cuore e perfino parti del cervello senza cicatrici: ecco perché l'axolotl è una star dei laboratori e un simbolo a rischio estinzione.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Primo piano di un axolotl rosa in acquario con le branchie esterne piumate
Primo piano di un axolotl rosa in acquario con le branchie esterne piumate

Ha un sorriso perenne, una corona di branchie piumate intorno alla testa e un superpotere che la medicina sogna da decenni: se perde una zampa, ne fa ricrescere una nuova, identica, in poche settimane. L'axolotl (Ambystoma mexicanum) è una salamandra messicana che ha conquistato laboratori e acquari di tutto il mondo, ma che in natura rischia di scomparire proprio mentre la scienza ne svela i segreti. È, allo stesso tempo, uno degli animali più studiati e più minacciati del pianeta.

L'animale che non vuole crescere

La prima stranezza dell'axolotl è che, in un certo senso, resta per sempre un cucciolo. La maggior parte degli anfibi attraversa una metamorfosi: i girini perdono le branchie, sviluppano i polmoni ed escono dall'acqua. L'axolotl no. Conserva per tutta la vita i tratti larvali — le branchie esterne, la pinna lungo la coda, la vita interamente acquatica — pur diventando sessualmente maturo e capace di riprodursi. Questo fenomeno si chiama neotenia (o pedomorfismo): l'animale adulto mantiene la forma giovanile.

Non si tratta di un difetto, ma di una strategia evolutiva legata al suo ambiente. In laboratorio, somministrando ormoni tiroidei, è possibile "forzare" la metamorfosi e ottenere una salamandra terrestre, ma in condizioni naturali l'axolotl resta nell'acqua dei canali in cui si è evoluto.

Axolotl rosa tenuto delicatamente sopra l'acqua
L'axolotl conserva per tutta la vita le branchie esterne piumate. Credit: Yaiol AI, Pexels.

Il campione assoluto della rigenerazione

È però per un altro motivo che l'axolotl è una superstar della biologia. Pochi vertebrati al mondo possiedono una capacità rigenerativa paragonabile alla sua. Se perde una zampa, non si limita a cicatrizzare la ferita: forma una struttura chiamata blastema, un ammasso di cellule che si riorganizzano e ricostruiscono l'arto completo, con ossa, muscoli, nervi e vasi sanguigni nella posizione giusta. E può ripetere l'impresa più volte, senza lasciare cicatrici.

La cosa ancora più stupefacente è che l'axolotl non rigenera soltanto gli arti. È in grado di ricostruire la coda, parti del midollo spinale, sezioni del cuore, le mascelle, la retina dell'occhio e perfino porzioni del cervello. Per i ricercatori che studiano la medicina rigenerativa, capire come faccia significherebbe avvicinarsi al sogno di rigenerare tessuti e organi umani. Non sorprende che l'animale sia diventato un organismo modello, allevato a milioni nei laboratori di tutto il mondo.

A questa capacità si accompagna un'altra particolarità: l'axolotl sviluppa tumori con frequenza estremamente bassa e mostra una notevole resistenza al cancro, un aspetto che intriga gli oncologi perché i meccanismi di crescita cellulare incontrollata e quelli di rigenerazione sono strettamente imparentati.

Un genoma gigantesco

Per anni decifrare le istruzioni genetiche dell'axolotl è stato un incubo tecnico. Il suo genoma è enorme: circa 32 miliardi di "lettere" di DNA, dieci volte più grande di quello umano, uno dei più estesi mai sequenziati per un animale. Nel 2018 un team internazionale è riuscito nell'impresa, pubblicando i risultati in uno studio sulla rivista Nature che ha aperto la strada all'identificazione dei geni coinvolti nella rigenerazione. Avere la "mappa" del genoma è il primo passo per capire quali interruttori molecolari permettano a questa salamandra di ricostruire ciò che ha perso.

Axolotl bianco che nuota sott'acqua visto di fronte
L'aspetto «sorridente» dell'axolotl ne ha fatto un'icona del web. Credit: Artem Lysenko, Pexels.

Una star che rischia di sparire

Ed ecco il grande paradosso. Mentre milioni di axolotl vivono al sicuro in acquari domestici e vasche di laboratorio, in natura la specie è sull'orlo dell'estinzione. L'axolotl selvatico esiste in un solo luogo al mondo: il sistema di canali di Xochimilco, nella periferia di Città del Messico, ciò che resta dell'antico reticolo lacustre della valle. La Lista Rossa dell'IUCN classifica l'axolotl come specie in pericolo critico, minacciata dall'inquinamento delle acque, dall'espansione urbana e dall'introduzione di pesci invasivi come carpe e tilapie, che divorano uova e piccoli. Secondo i censimenti, nei canali potrebbero sopravvivere solo poche centinaia di individui.

Un dio trasformato in salamandra

L'axolotl non è soltanto un curioso oggetto di studio: è parte profonda della cultura messicana. Il suo nome deriva dal nahuatl, la lingua degli Aztechi, ed è legato a Xólotl, divinità associata al fuoco, ai gemelli e all'oltretomba. Secondo il mito, Xólotl si trasformò proprio in una salamandra acquatica per sfuggire al sacrificio. Come ricorda la voce dedicata della Encyclopædia Britannica, oggi l'animale è insieme un simbolo nazionale, una mascotte del web e un monito ambientale.

La sua storia racchiude una lezione amara e affascinante: la stessa creatura che potrebbe insegnarci a riparare il corpo umano sta scomparendo perché non siamo capaci di riparare il suo ambiente. Proteggere i canali di Xochimilco non significa quindi solo salvare una salamandra sorridente, ma custodire un piccolo scrigno di soluzioni biologiche che la natura ha impiegato milioni di anni a perfezionare.

Il ruolo nascosto del sistema immunitario

Uno degli aspetti più studiati della rigenerazione dell'axolotl riguarda il sistema immunitario. La ricerca ha mostrato che alcune cellule immunitarie, i macrofagi, sono indispensabili: se vengono eliminati, la salamandra perde la capacità di rigenerare l'arto e forma una cicatrice, esattamente come faremmo noi. Capire come questi "spazzini" cellulari orchestrino la ricostruzione anziché la cicatrizzazione è una delle chiavi che i ricercatori sperano un giorno di applicare alla medicina umana.

Sul fronte della conservazione, in Messico sono nate iniziative per salvare l'axolotl selvatico: programmi di riproduzione in cattività, progetti che coinvolgono gli agricoltori delle chinampa di Xochimilco per ripulire i canali e campagne di sensibilizzazione che hanno trasformato la piccola salamandra in un simbolo ambientale nazionale, raffigurata persino sulle banconote messicane. Proteggere il suo habitat è oggi una corsa contro il tempo.

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