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Turner a Como: l'incanto del lago e del paesaggio italiano in mostra dalla Tate

Fino al 27 settembre 2026 i capolavori del maestro della luce arrivano a Palazzo del Broletto.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Veduta del lago di Como da Menaggio verso Bellagio dipinta da J.M.W. Turner
Veduta del lago di Como da Menaggio verso Bellagio dipinta da J.M.W. Turner

C'è un pittore che più di ogni altro ha saputo dipingere non gli oggetti, ma la luce che li avvolge: Joseph Mallord William Turner (1775-1851), il più grande paesaggista del Romanticismo inglese. E c'è un lago che lo affascinò durante i suoi viaggi in Italia: il lago di Como. I due si reincontrano in una mostra che porta i capolavori del maestro proprio sulle rive che lo ispirarono.

"Turner. L'incanto del lago di Como e del paesaggio italiano" è ospitata a Palazzo del Broletto e nella Pinacoteca Civica di Como, con un'estensione contemporanea negli spazi di San Pietro in Atrio. L'esposizione è il frutto di una collaborazione tra la città di Como e la Tate di Londra, che custodisce il celebre Turner Bequest: tutte le opere in mostra provengono dalle collezioni del museo britannico.

Il viaggio italiano di Turner

Turner mise piede in Italia per la prima volta nel 1819, a quarantaquattro anni, in un viaggio che avrebbe trasformato la sua pittura. La luce mediterranea, le atmosfere di Venezia, Roma e dei laghi prealpini lo spinsero verso quella dissoluzione delle forme nel colore che lo rese, agli occhi dei posteri, un precursore dell'Impressionismo. Tra le tappe ci fu anche il lago di Como, di cui realizzò una serie di acquerelli rapidi e luminosi.

La mostra mette in dialogo questi fogli con la realtà che li ha generati: il visitatore può osservare le sette vedute del lago di Como custodite alla Tate e poi alzare lo sguardo verso lo stesso paesaggio, riconoscendo i profili di Bellagio e Menaggio che il pittore fissò sulla carta due secoli fa.

Acquerello di Turner raffigurante il lago Albano in Italia con luce dorata
Turner, veduta del Lago Albano: la luce italiana che trasformò la sua pittura. Credit: Tate / Wikimedia Commons, pubblico dominio.

La tecnica dell'acquerello

L'acquerello fu per Turner uno strumento di studio e di sperimentazione più libero della pittura a olio. Sul taccuino da viaggio annotava le impressioni di luce con poche velature trasparenti, sovrapponendo tinte diluite per catturare la foschia che sale dall'acqua, il riverbero del sole sul lago, l'incombere delle montagne. È una pittura dell'atmosfera prima ancora che del luogo, e proprio per questo regge benissimo il confronto con l'arte contemporanea proposto nella sezione di San Pietro in Atrio.

Informazioni pratiche

  • Titolo: Turner. L'incanto del lago di Como e del paesaggio italiano
  • Sede: Palazzo del Broletto e Pinacoteca Civica, Como (sezione contemporanea a San Pietro in Atrio)
  • Date: dal 29 maggio al 27 settembre 2026
  • Orari: da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (chiuso il lunedì)
  • Biglietti: intero 12 euro, ridotto 8 euro
  • Opere: acquerelli e dipinti provenienti interamente dalla Tate di Londra
  • Informazioni: sito dei Musei Civici di Como

Il pittore che dipingeva la luce

Per cogliere la portata della mostra bisogna conoscere l'artista. Joseph Mallord William Turner nacque a Londra nel 1775, figlio di un barbiere, ed entrò giovanissimo alla Royal Academy. Nel corso di una lunghissima carriera produsse migliaia di opere, spingendo la pittura di paesaggio verso una resa sempre più audace e atmosferica: tempeste, incendi, nebbie e tramonti in cui le forme si dissolvono nella luce. Alla sua morte, nel 1851, lasciò allo Stato britannico un'eredità immensa — il Turner Bequest — fatta di centinaia di dipinti a olio e decine di migliaia di disegni e acquerelli, oggi in gran parte custoditi alla Tate. Come ricorda la voce della Encyclopædia Britannica, è da questo patrimonio che provengono le opere esposte a Como.

Turner viene spesso indicato come un precursore dell'Impressionismo e, in certe tele tarde quasi astratte, persino della pittura moderna. La sua ossessione per la luce e per gli effetti atmosferici lo portò a viaggiare instancabilmente in cerca di nuovi paesaggi, e l'Italia, con i suoi cieli e i suoi laghi, fu una delle mete che più lo segnarono. L'acquerello, per lui, non era una tecnica minore ma un laboratorio di sperimentazione: la trasparenza del colore diluito gli permetteva di catturare la luce con un'immediatezza che la pittura a olio, più lenta, non consentiva.

Como come la vide Turner

Le vedute del lago di Como nascono dagli appunti presi durante i viaggi italiani. Sono fogli rapidi, in cui il pittore fissava con poche velature la luce del momento: la foschia che sale dall'acqua all'alba, il blu delle montagne sullo sfondo, i riflessi tremolanti sulla superficie. Esporli proprio a Como significa offrire al visitatore un raro confronto diretto tra l'opera e il suo soggetto, a distanza di due secoli. La sezione contemporanea allestita a San Pietro in Atrio completa il percorso, mettendo in dialogo la sensibilità di Turner per la natura e la luce con lo sguardo di artisti di oggi.

La mostra si inserisce in una stagione particolarmente ricca per la città lariana, che punta sempre più sul turismo culturale per affiancare al richiamo paesaggistico un'offerta di alto livello. Per Como, ospitare i capolavori della Tate è anche un riconoscimento del legame storico tra il suo lago e l'immaginario romantico europeo.

Per chi ama l'arte, è un'occasione rara: vedere le opere di Turner non in una sala asettica, ma a pochi passi dal paesaggio che le ha ispirate. Un cortocircuito felice tra la pittura e il suo soggetto, reso possibile dal prestito eccezionale di una delle più importanti raccolte d'arte del mondo. La cornice — la luce reale del lago di Como tra primavera ed estate — la mette la natura, gratis.

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